9 m e t r i : la misura dell'indifferenza
P. Cara Sorella, oggi verranno. Verranno prima del tramonto sorella; prima del tramonto la nostra casa sarà distrutta. Nostro fratello è partito; è giovane, potrebbe essere arrestato. Nostro padre è uscito all'alba, è andato a pregare. Ma non servirà a nulla. Anche Dio si deve piegare sotto il peso del muro, e sotto il peso di quello che il muro rappresenta. Nostra madre ha preparato il caffè come ogni mattina; per noi è l'ultima mattina, per lei l'ultimo caffè. Prima del tramonto ci sarà un solco nella nostra terra, sorella La nostra terra diverrà un solco per accogliere un muro La nostra terra diverrà un muro per dividere un popolo Prima del tramonto...
L. Cara sorella, alla televisione hanno detto che oggi manderanno altri militari ad al-Walaja Ho chiesto in giro chi manderanno, mi hanno risposto che non si sa. Io non conosco al-Walaja, ma se mandano i militari vuol dire che è terra palestinese Esercito israeliano in terra palestinese. Ieri ha chiamato la mamma e mi ha chiesto quando torno a casa. Non le ho risposto. Lei dice che ha sentito dai nostri vicini a Tel Aviv che forse ricominceranno le esplosioni sugli autobus e nei supermercati. Dice che forse ricomincerà ad avere paura. Mi ha chiesto come sto. Bene? Dice che devo tener duro e che devo essere fiera di far parte del nostro esercito; io le ho risposto che qui va tutto bene ma che questo non significa che sia tutto giusto. Prima di salutarmi mi ha chiesto quando torno a casa. Le ho detto che non lo so. Sono passati solo quindici mesi. Ancora non lo so.
L. La barriera di separazione allontana i contadini palestinesi dalle terre
P. Il muro dell'apartheid separa i contadini palestinesi dalle terre palestinesi
L. La barriera di separazione allontana i villaggi uno dall'altro
P. Il muro dell'apartheid separa i villaggi palestinesi dai villaggi palestinesi
L. La barriera di separazione rende difficile ai bambini palestinesi raggiungere le scuole
P. Il muro dell'apartheid impedisce ai bambini palestinesi di raggiungere le scuole palestinesi
L. La barriera di separazione rende difficoltosa la vita delle famiglie
P. Il muro dell'apartheid impedisce alle famiglie palestinesi di rimanere unite
L. La barriera di separazione aumenta la disperazione
P. Il muro dell'apartheid copre l'occupazione
L. La barriera di separazione non serve alla sicurezza
P. Il muro dell'apartheid aumenta l'indifferenza
L. La barriera di separazione...
P. Cara sorella, oggi ho paura. Quando arrestarono nostro padre io non ho avuto paura. Quando spararono a nostro fratello io non ho avuto paura. Io non temo i soldati perché sono uomini e donne come noi Io temo le macchine perché in mano agli uomini trasformano la lotta in massacro. Io temo gli ordini perché sono creati per trasformare gli uomini in macchine Io temo le distruzioni perché innalzano barriere e temo le barriere perché creano ignoranza Io temo l'ignoranza perché alimenta l'indifferenza e temo l'indifferenza che è l'ultimo passo prima del silenzio.
L. Cara sorella, ci è stato comunicato che oggi a al-Walaja manderanno noi. La televisione dice che ci sono disordini e che bisogna intervenire per evitare che la situazione peggiori. Siamo venti. Qualcuno dice che forse siamo pochi. Ci daranno i blindati e le maschere anti-gas... per precauzione. Io non so cosa pensare. Non riesco a pensare. Forse dovrei dire che sto male e chiedere la sostituzione. Dicono che dobbiamo andare per difendere la sicurezza della nostra terra, ma io non capisco: se ad al-Walaja ci vanno i soldati non può essere nostra quella terra; e se quella terra non è nostra perché dobbiamo difendere una terra che non ci appartiene.
P. Cara sorella, sono qui; nostro padre ha portato via i fratelli più piccoli, ma la mamma è ancora in casa, non vuole uscire; papà le ha detto che l'abbatteranno, non c'è speranza; le ruspe stanno arrivando, e con loro i soldati; noi da soli non possiamo più fare niente, vieni via...il mondo non ci ascolta; il nostro popolo, ridotto al silenzio. Mamma ha risposto che solo da morta lascerà queste mura e questa terra perché qui è nato suo padre e qui sono nati i suoi figli, perché per cinquant'anni ha acceso il fuoco e preparato il cibo, per cinquant'anni ha pulito i pavimenti e lavato i vestiti, prima di suo padre e ora dei suoi figli. Questo è anche il nostro Paese, qui da sempre abbiamo vissuto, generazione dopo generazione. Quello che stanno facendo è ingiusto, il muro ci ucciderà tutti, ucciderà anche loro, ucciderà le nostre voci e ucciderà il nostro ricordo...e il loro... Resto anch'io; aspetto in silenzio il tramonto...
L. Cara sorella, alla fine non ho chiesto la sostituzione. Ho avuto paura. Non voglio che qualcuno dica alla mamma che sua figlia è una codarda o ancor peggio che non ama il proprio Paese. Siamo partiti, Sorella. Su due camion siamo partiti. Qualcuno scherza. Ma molti non sorridono. Qualcuno ha paura; glielo si legge in faccia. Eppure abbiamo le armi, abbiamo l'elmetto, abbiamo il giubbotto anti proiettile, il manganello, la maschera anti-gas; eppure qualcuno ha paura. Arriviamo! Scendiamo dal camion. Ci guardiamo attorno. Non c'è nessuno. Avanziamo! Fa freddo. Ci allontaniamo dal camion. Vedo una casa. Aspettiamo!
P. Aspettiamo. 9 metri
L. Ci muoviamo lentamente con le armi in pugno verso la casa.
P. Ci siamo, arrivano. 8 metri
L. Dal camino esce del fumo.
P. Sagome scure, avanzano incerte. 7 metri
L. Intravedo una sagoma alla finestra.
P. Di fronte a me avanza una figura di donna. 6 metri
L. Alla finestra una ragazza.
P. Una ragazza avanza; i capelli neri. 5 metri
L. La donna mi sembra che pianga.
P. Occhi scuri, la pelle di latte. 4 metri
L. Lei mi guarda dritta negli occhi.
P. Avanza con incertezza. Lo sguardo sfuggente. 3 metri
L. Appoggia le mani al vetro.
P. Si ferma. 2 metri
L. Spalanca la finestra e si sporge verso di noi.
P. “Questa è la nostra terra. Qui il vostro muro non passerà!”
L. Un muro
P. Ieri hanno eretto un muro
L. Un muro
P. State erigendo il muro
L. Un muro
P. Un muro
L. Uno
P. Domani sarà troppo tardi
P. Cara Sorella, sono arrivati, alla fine eccoli davanti alla nostra casa, la mamma l'hanno dovuta trascinare via, non voleva allontanarsi, sacco duro che resiste immobile davanti la casa, niente lacrime, il viso è pietra, il cuore anche.... solo gli occhi vagano rapidi e liquidi, senza tregua: imprime il ricordo, ha il fuoco nella mente. Le ruspe cominciano il lavoro. La nostra gatta è ancora lì, ha piume intorno alla bocca, mi mostra le zanne: alla fine ce l'ha fatta, la colomba è mangiata .....e sulla vite, vuoto, il vestito di papà.... tutto intorno macerie... ....e in piedi un solo ed unico muro.
L.Cara Sorella ieri per la prima volta forse ti ho invidiata: sei libera, libera da questa vita violenta e crudele, libera dalla paura che ci cammina a fianco, minuto dopo minuto, ora dopo ora ..... Libera di svegliarti, di accudire i tuoi figli sapendo che - certo - torneranno a casa, libera di sederti al tavolo di un bar e bere con chiunque, libera di parlare con il tuo vicino... Libera e non costretta a vedere..... Libera di non dover trascinare via una madre dalla propria casa. Madre strappata al suo letto, al suo angolo di cucina, il caffè ancora sul fuoco, e occhi belli ...occhi disperati di ragazza, i tuoi occhi, i miei......da una piccola finestra...che osservano e aspettano.... Aspettano.....Una divisione, un nuovo muro, lastra grigia che graffia il cielo, orrida ferita su una terra non nostra, taglio di ventre che per sempre diventa sterile, ricordo di dolore.....