A C Q U M A N A

1. Dio si affacciò per dare un'occhiata alla situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano qua e là.

In origine sarà.......La luce! Lux fuit
No! No! No, non ci siamo! Errore
In origine sarà l'acqua
Si l'acqua.
L'universo sarà liquido?
Sì, l'universo sarà liquido e un giorno diventerà due, un sopra e un sotto di acque, il firmamento in mezzo
Ossigeno, idrogeno, azoto.
E poi? Dimmi, che accadrà?
Le acque si ammasseranno e verrà l'asciutto e sarà chiamato terra, sulla terra nasceranno:
nuvole, ghiacci, nevi, arcobaleni, stagni, laghi, paludi, fonti, torrenti, dighe, canali, pozzi, terme, e preghiere a benedire l'acqua.
Acque, siate voi a darci la forza della vita, aiutateci a trovare nutrimento, così che ci tocchi grande gioia.
Madri affettuose, acque che date la vita, che ci mettete al mondo,
voi dee siate di aiuto per noi, siano le acque per noi bevanda; che benessere e salute scorrano in noi.
Sovrane su di noi, è alle acque che mi rivolgo per guarire.
E?
E l'acqua nutrirà la terra e vi sarà l'albero, l'uccello, il fiore, il mostro marino e la bestia e in ultimo da fango e sputo l'uomo.
Sale dall'asciutto e genera vita.
L'uomo! L'uomo, misura di tutte le cose! La testa della creazione.
Ma è disgrazia quest'uomo generato, errore divino! Tutto diventa chiaro!
Gli argini si rompono, straripano i recinti e nere cascate travolgono e azzerano il male.
No! Un seme resta e si suggella un patto scellerato che permette la rinascita!
Di quanta parte d'acqua è fatto l'uomo?

2. Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque.

E' stato un attimo, è stato un attimo ed è successo così semplicemente.
Quel giorno ero sola e fuori era quello di sempre, sabbia a perdita d'occhio, ulivi, capre e bambini
Il vento muoveva, faceva sbattere gli scuri, azzurri, palpebre pesanti che accecavano la luce,
una bianca tenda, vela terrestre si gonfia che sembra incinta... E anch'io lo ero...
Travolta da un annuncio... Parola come seme.
Sangue e acqua ti cullano, marea calda che monta, a volte onda selvaggia,
nel viaggio pericoloso e lungo ti conduce alla mia spiaggia
L'acqua mi riempie e ti irrora e ti cresce...
E so che questa nascita sarà costellata di sputi e di insulti
- Eccola, Guardatela lì,
La vergine incinta -
A me non importa... Ho infranto la regola.
Non mi curo di voi, guardate pure la mia pancia e ciò che dite vi ritorni.
Che importa, io sono felice, felice di crescere, diventare rotonda come una mela, essere asciutta di sangue, essere terra e acqua che genera, pesante e leggera...
L'olfatto è più acuto, mi arrivano odori da lontano, di frutta matura calda di sole, di resina d'albero, di fieno fresco, di vino premuto... Ma anche i cattivi odori mi aggrediscono; sono la prima a percepire i nemici che incontro lungo la via.
Sento i tuoi piedi di spuma che spingono impazienti, mi parlano, fremono, vogliono conoscere. Nelle ore del primo giorno, segreta espongo il mio ventre e la luce arriva a te e te la racconto: Questo è ciò che ti aspetta fuori...
La luce ti giunge, la luce filtrata nell'acqua attraverso il mio occhio-pancia ti scalda, riesci a guardarlo negli occhi il sole; protetto dall'acqua di ventre, impari la luce.
Sei in me e non ho paura, riempi di te ogni mia parte, nella mia testa, nella mia gola, nelle mie vene...
Il tuo movimento e' il mio, il tuo respiro è il mio...
E il mio nutrimento, pane, frutto, erba, coriandolo, mandorla e miele è tuo e tu sei il mio nutrimento mentale, e penso al mio vuoto futuro...Vorrei che tu non uscissi mai...
E fu sera e fu mattina

3. Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto.

E crebbi. Il mondo non fu più lo stesso. Sentii una pulsione sconosciuta, una pulsione che diceva:
“Tutto questo un giorno sarà tuo. Alzati, raduna i tuoi uomini, armali e sfamali,
da loro cavalli per le loro gambe e donne e vino per i loro vizi;
raduna il tuo popolo intero e con l'aiuto delle stelle raggiungi gli angoli più remoti della terra;
e su ogni goccia di terra lascerai la tua gente ed il tuo seme,
e la tua gente coltiverà la terra di tutto il mondo e la terra darà frutti e sfamerai le tue donne e le tue bestie,
e le tue donne daranno al mondo i tuoi figli e tutto sarà tuo, l'intero mondo sarà tuo”.
E mi alzai,
e radunai gli uomini, tutti gli uomini,
e armai tutti gli uomini,
e sfamai tutti gli uomini,
e diedi loro cavalli per le loro gambe,
e diedi loro vino e donne per i loro vizi,
radunai il popolo intero,
seguii le stelle,
raggiunsi gli angoli più remoti della terra,
lasciai la mia gente ed il mio seme,
la gente coltivò le terra
e la terra diede i suoi frutti,
e sfamai le mie donne e le mie bestie,
e le mie donne diedero al mondo i miei figli,
e l'intero mondo fu mio.
..tutto....
No, non tutto. L'acqua no.
L'acqua pareva indomabile, pareva non avere padrone, una massa senza forma, senza aspetto, che non stava nelle mani, regno sconosciuto di creature degli inferi.
Un giorno un uomo apparve alla mia porta, non so di dove venisse ma non mi importava perché tutto era mio e quindi su di lui era il mio volere.
L'uomo mi chiese il permesso di andare a conquistare il mare per me, così che io potessi divenire il signore e padrone di tutto, terra e acqua, bestie di terra e bestie d'acqua, frutti di terra e frutti d'acqua, donne di terra e donne d'acqua.
L'uomo partì con tre grossi gusci di noce alla conquista del mare.
Passarono i soli e le lune per centinaia e poi l'uomo riapparve e mi portò in dono un'altra acqua, non quella degli abissi, ma limpida come l'aria, che disse provenire da un altro mondo, dono fraterno di un altro re.
Altro.
Mondo.
E il mondo non fu più mio.
E fu sera e fu mattina.

4.Ci siano luci nel firmamento del cielo per distinguere il giorno dalla notte.

Come fare per dominare tutta l'acqua, quella mia e quella dell'altro mondo?
Provai a circondare l'acqua con la terra, ma non funzionò.
Provai a riempire la terra d'acqua, ma non funzionò.
Provai a separare l'acqua dall'acqua, ma non funzionò.
Così decisi che l'unica soluzione era prendere possesso dell'altro mondo.
Un uomo per ogni goccia di terra, una bestia, un frutto e una donna mi precedevano sulle cime dell'acqua.
Notti insonni a vegliare sull'acqua da noi solcata
Odore.
Odore di paura, di corpi, di mare
L'onda che sale, che bagna, il legno che scricchiola, le voci affannate,
le corde si tendono, la faccia di un uomo, le grida di donna, la bestia che scalpita
Terra!? Dove è la terra?
Il mare che urla, che comanda, che spazza.
Preghiera comune di buona sorte
Tempesta scampata, burrasca sospesa, disgrazia evitata.
Gusci di noce strappati dal vento galleggianti sugli inferi.
Evitare disgrazie, sospendere burrasche, scampare alle tempeste.
Preghiera comune di buona sorte
Notti insonni a vegliare sull'acqua da noi solcata... Fino all'approdo.
Vedemmo quel mondo sconosciuto di cui l'uomo da me mandato aveva svelato i segreti:
mondo di terra; terra che circonda acqua; bestie frutti e donne; uomini, come noi. Noi.
Vedemmo quel mondo ma non udimmo il suono delle sue bestie, non mangiammo dei suoi frutti e non godemmo delle sue donne.
Ci vennero incontro sopra le acque uomini pesce che tra le mani portavano un'acqua limpida come l'aria, dono fraterno del loro re.
Gli uomini si armarono, le donne presero le bestie e le bestie mangiarono i frutti.
Calammo le vele, caricammo i cannoni, lanciammo le grida.
Passarono i soli e le lune per centinaia e le acque divennero sangue, ci furono tempeste, si ammazzarono bestie e si vendettero donne, di frutti non ne restarono e il silenzio invase gusci di noce.
Ma il mondo di bestie, frutti e donne e uomini... Uomini, non come noi.
Fu mio.
E prendemmo la terra
E prendemmo i frutti
E prendemmo le bestie
E prendemmo le donne
E prendemmo l'acqua limpida come l'aria, e io divenni il suo re.
E fu sera e fu mattina

5. Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra.

Legno, roccia, cemento, secchio, pompa, tubo, canale, muro, rete, blocco, stacco,
Legno, roccia, cemento, secchio, pompa, tubo, canale, muro, rete, blocco, stacco,
Centocinquanta metri quasi perpendicolari al suolo, novecento braccia che lavorano giorno e notte.
Albero che si inclina, strada che si spacca, casa che barcolla, terra che trema, cane che abbaia, uccello che scappa, madre che prega.
Se non puoi controllare tutto che uomo sei?
Il controllo, principio sul quale si fonda il progresso umano. Unico fine da perseguire.
La parola d'ordine è: controllo. Niente e nessuno vi deve sfuggire.
Controllo: parola d'ordine. Tutto: controllato. Uomo: controllore.
E nell'acqua volti affiorano, perduti, e racconto di umanità oppressa, sfruttata, diseredata
Di terra e d'acqua
Raccontano di sgomento, terrore e agonia, di illusione di vita.
Raccontano di sangue trafitto, colpito a caso
Di corpi e terra liquida e nera, di vento feroce che strappa, non conosce freno e pietà.
Di natura azzerata, stuprata e mutilata, di vene inaridite, prosciugate da avidità, nuova dea del mondo, di arsura e di fine.
E il vecchio disse: “Tutta quest'acqua e neanche un goccio da bere per tutti noi...”
Un opera del genio umano;
Non tutto si può controllare;
Un'invenzione rivoluzionaria;
Non tutto va controllato;
L'inizio di una nuova era;
Non tutto si fa controllare.
Era sera. Persa la rotta, la nave affonda; affonda pian piano, le grida di gente,
gente che grida, nessuno li sente, solo il mare risponde, di sale gli assale, la vela si piega, la colla si stacca, il legno si spezza, s'arrende alla furia della tempesta.
Così accadde.
Il lampo di genio.
La mente malata.
Cala la sera.
Lascia la cima.
Apre la bocca.
Buca la vena.
Squarcia la notte.
Vien giù.
Notte.
Olio, piscio, catrame, plastica, acido, merda, scorie, sangue,
Olio, piscio, catrame, plastica, acido, merda, scorie, sangue, sangue, sangue
E fu sera e fu mattina.

6. Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza.

Domini, domini, domini, domini, domini,
sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra.
Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò. Creò l'uomo a sua immagine; immagine di Dio. L'uomo a sua immagine; immagine; sua; immagine.
E Dio disse: “ Siate fecondi e moltiplicatevi.
Riempite la terra.
Soggiogatela, soggiogatela, soggiogatela, soggiogatela, soggiogatela.
Dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra.
Ma l'acqua si ribellò all'uomo.
Inizia lenta e leggera, pioggia di primavera, nessuno se ne accorge se non per il fastidio di doversi coprire il capo e trovarsi fradicio al ritorno a casa.
Le nuvole si ammassano grigie, si rincorrono, e l'acqua da leggera diventa più veloce ed intensa, sbatte sui tetti, sui vetri, scroscia nei campi, rotola nei ruscelli... sputa sul mondo; come lama entra nel mare.
Il cielo è coltre pesante di piombo, ma ancora si spera; si spera che passi, la vita diventa fatica, sforzo, pressione, strazio: sempre più dura, sempre più forte, giù, martellante...
Pioggia si allea a vento e genera bufera, tempesta si abbatte su sette villaggi, tredici, trenta, trecento, tremila. La notte riempie gli spazi; su tutto un silenzio sinistro.
Il vento ulula, su terre deserte non trova ostacolo; le temperature calano, la neve copre le terre, le terre si spaccano, gli uomini corrono, cercano scampo.
E si aprono i pozzi, i pozzi dell'abisso, e sale un fumo, fumo nero, frutto amaro, come di grande fornace che oscura il sole, l'aria.....e poi il fuoco;
dalle bocche esce il fuoco che invade, scivola lento e giunge alle case, ai campi, trasforma le bestie in sculture urlanti di luce.
Cinque cicloni, cavalieri algidi galoppano fieri, colonne di morte devastano terra, distruggono l'intorno al loro passaggio.
Arrivano al mare.
E il mare comincia a tremare e trema.
Trema, s'arrampica, scuote, esplode, invade tutto ciò che è in lui, dentro di lui, e intorno.....scuote pesci e rocce, solleva le sue vesti d'acqua e si abbatte; barche, reti, alberi maestri, motori, vele e schianta; schianta con le sue chiome d'acqua: sabbia, conchiglie e pietre; è letto violento e impetuoso dei molti che incontra. E come pietra si scaglia, discende e s'abbatte su milioni di alberi, strappa foreste, sradica colli, sfonda le case, ammazza le genti; impazza; spazza le bestie, inonda le strade, vicoli, vene, pensieri, parole, grida, anime, piazze, morte, dolore. Lacrime.
Fedele compagno è ghiaccio che copre l'emerso.
Si chiudono i pozzi, si serra l'abisso.
Abbraccio di gelida morte.
La curva infinita, senza raggio, ti conduce all’inferno col vestito a brandelli.
La storia antica si ripete,
volevi bloccare l’onda che nella pace è serena,
si frantumano ora i momenti dietro le finte barricate fatte di gocce.
Poi qualcosa accade, tutto si ferma, si attenua, la luce riappare, il caldo riprende; sale, sale e scioglie e l'acqua allegra, sonora, brillante, scorre, saltella, galoppa, straripa, deraglia e inonda; invade le pianure abbandonate, le campagne sfregiate, le bestie salvate, e va, va, va...
Il chiasso di tre cose va per il mondo
e nessuna membrana dell'udito lo cattura,
il chiasso di tre cose.
Il chiasso del mare
quando si stacca dal sale
Il chiasso della pioggia
quando si stacca dalle nuvole
e il chiasso dell'anima
da un corpo che la sputa.
E fu sera.

7. Nel settimo giorno cessò da ogni suo lavoro. Benedisse il settimo giorno e lo consacrò perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.

Sarà acqua, nient'altro che acqua. Tornerà la massa uniforme, quasi ovattata, quel che c'era prima, il silenzio soave, la voce impercettibile, il tocco inondante
terra liquida, aria liquida, acqua.
Tutto si azzererà, solchi vuoti si riempiranno in un attimo,
Il tempo si fermerà.
le disparità saranno spianate, come l'uomo che le alimentava
Il potere cesserà di esistere, come l'uomo che lo nutriva
Le divisioni scompariranno, come l'uomo che le fomentava
Il controllo sarà annientato, come l'uomo che lo favoriva
Il tempo si fermerà.
Tutto sarà spazzato via, la terra si scioglierà e il cielo si inonderà, i mari pioveranno e le stelle si staccheranno dal firmamento, si spianeranno le barriere e le urla si smorzeranno.
Un universo d'acqua. Un universo d'acqua coprirà ogni lembo di vita.
Tutto tacerà, immerso in una trasparenza cristallina.
Niente vortici ne mulinelli
Niente piene ne secche
Niente uragani ne fulmini
Pace tra le acque, uguaglianza e libertà
Tutto scorrerà senza alcun impedimento.
Ne tubi, ne canali, ne dighe, nessuna deviazione, nessuna chiusa, niente argini ne sbarramenti, non più secche ne siccità
Tutto sarà nelle mani e tra le braccia dell'acqua; i suoi piedi calpesteranno tutto, la sua schiena tutto sosterrà, il suo cuore diffonderà ovunque il nutrimento e la sua mente naturalmente governerà.
Acqua, unica fine possibile e solo ed unico inizio.
Poi un giorno Dio si risveglierà
Si affaccerà per considerare un momentino la situazione storica
Un universo d'acqua che ricoprirà tutto
ma qua e là piccoli fiori blu staranno già sbocciando.

FINE

Michele Trotter