Il ventesimo secolo dell'Eritrea
La strada che da Addis Abeba porta a Gambella, nell'est dell'Etiopia e' un calvario per chiunque ci si metta in marcia, soprattutto per quanti non possono permettersi altro che pagare il biglietto dell'autobus e sono costretti per due giorni a sobbalzare ritmicamente sui sedili di sottile gomma piuma del mezzo che sfreccia, si fa per dire, dall'altopiano circostante la capitale giù verso i 500 metri sul livello del mare della città di Gambella. Ma chi soffre sugli autobus, sia esso di etnia Anwak, Nuer o Highlander è consapevole di quanto più dura sia la vita che lo attende laggiù.
Gambella è terra di frontiera; frontiera che separa la Repubblica d'Etiopia dalla Repubblica Islamica del Sudan, e come tutte le terre di frontiera porta con sè il fardello di una storia più volte insanguinata. Quel che più caratterizza la regione di Gambella, oltre alle sue temperature che di giorno sfiorano i 50 gradi, sono le decine di villaggi che si mimetizzano tra la boscaglia; c'è chi forse più correttamente li chiama campi profughi anche se la vita non è differente dai villaggi della regione.
La distinzione non è poi tanto semplice in quanto queste popolazioni negli ultimi decenni, dal 1974 ad oggi, sono state costrette a varcare più volte la frontiera sudanese verso ovest e viceversa, a causa degli scontri armati che periodicamente hanno infiammato l'area.
La vicinanza con il Sudan ed il continuo migrare delle genti della regione hanno fatto si che varie etnie si venissero a trovare a stretto contatto le une con le altre. A Gambella ci sono 5 principali gruppi linguistici; gli Anuak, che in passato erano l'etnia dominante, oggi contano il 27% della popolazione, i Nuer raggiungono il 40 %, i Majangir (6%), gli Opoe ed i Komo (3%). Vi sono inoltre moltissimi Highlander, ovvero tutte quelle persone che fanno parte di etnie provenienti dal resto dell'Etiopia.
Fra tutti, vittime inconsapevoli di ciò che accadeva attorno a loro sono stati soprattutto gli abitanti Anuak. Nel 1974, con la Rivoluzione Etiope il sistema politico degli Anuak fu distrutto e 77.000 Highlander si insediarono nella regione di Gambella. Nel 1979 furono confiscate loro le terre per costringerli ad arruolarsi nell'esercito o al lavoro coatto nelle fattorie.
Dal 1984 all'87 migliaia di persone si misero in marcia dal sud del Sudan verso la regione etiope di Gambella. Nel sud Sudan, dove erano in corso i combattimenti tra l'esercito governativo di Khartoum, supportato da molti governi occidentali, in primis gli Stati Uniti, ed il gruppo ribelle SPLA (Sudan People Liberation Army), la popolazione locale, vicina a quest'ultimo è stata vittima di feroci repressioni da parte della polizia governativa e delle milizie arabe.
I leader dello SPLA decisero che l'unica soluzione era quella di mandare altrove parte delle giovani generazioni per preservare la cultura e gli ideali del sud Sudan. Il luogo di destinazione prescelto fu la regione di Gambella in Etiopia. La scelta non ricadde per caso su Gambella ma fu presa in accordo con il regime di Menghistu, il quale supportava lo SPLA nella sua lotta per l'indipendenza. I rifugiati si stanziarono soprattutto nella zona di Pugnido, ad un centinaio di chilometri a sud della città, dove gli insediamenti locali erano scarsi; qui, con l'aiuto del Governo etiope poterono ritornare a svolgere le loro attività ed inoltre sfruttare il territorio per lo stanziamento di campi di addestramento per la guerriglia.
Inizialmente gli abitanti indigeni e soprattutto gli Anuak aiutarono i profughi ma il flusso migratorio non si fermava e le cattive condizioni nei campi videro il diffondersi sempre maggiore di malattie legate alle condizioni igieniche ed alla mancanza di cibo ed acqua potabile. Fu allora che gli Anuak dissentirono con il Governo di Addis Abeba sulla presenza dei rifugiati; in risposta il Governo etiope appoggiò lo SPLA nel massacro di migliaia di Anuak.
Nel 1991 Menghistu fu spodestato ed il nuovo governo decise di rendere l'Etiopia una Repubblica Federale; fu proprio il governo promotore di questo cambiamento che negò lo stesso anno le competenze federali alla regione di Gambella, negazione che venne ribadita più volte nel corso del tempo fino alle limitazione imposte nel 2002.
L'anno successivo, il 2003, è l'anno in cui la regione assume importanza internazionale non più per la situazione umanitaria ma per alcuni eventi che vedono precipitare la già precaria stabilità della regione. La compagnia petrolifera malesiana Petronas firma un contratto con il Governo etiope che le attribuisce la metà del petrolio estratto nella regione per venticinque anni.
Nel Settembre dello stesso anno il Governo etiope di Meles Zenawi si riunisce per discutere l'eliminazione degli Anuak, considerati un intralcio dalla Halliburton Company, che sfrutta il petrolio del bacino dell'Ogaden, e dalla Canyon Resources, che estrae oro dalle miniere locali. Nasce così l'operazione "Sunny Mountain" la quale è supportata per quel che riguarda gli armamenti e l'addestramento militare dagli Stati Uniti, che nel frattempo, con la caduta del Muro di Berlino, non appoggiano più il governo di Khartoum ma il suo antagonista, il “Sudan People Liberation Army”, ed allo stesso tempo, con la disfatta di Menghistu sono diventati benefattori del governo etiope.
Viene creata in Etiopia una milizia chiamata Fronte di Difesa Rivoluzionario Popolare Etiope (EPRDF), incaricata di uccidere impunemente e di praticare ogni sorta di violenza. Il 13 dicembre del 2003, vengono misteriosamente assassinati e mutilati otto funzionari dell'Onu. La responsabilità del brutale atto ricade volutamente su componenti delle tribù Anuak.
Nei mesi successivi alcune migliaia di essi vengono uccisi dall'EPRDF, ma il genocidio viene fatto passare agli occhi dell'opinione pubblica mondiale come lotta tribale tra le popolazioni Nuer ed Anuak. Le milizie etiopi seminano terrore su tutta la regione di Gambella. Gli obiettivi principali sono gli intellettuali e gli studenti che si oppongono alle violenze. Incomincia così l'esodo degli Anuak verso il confine con il Sudan. Nel mese di Dicembre 2003 sono già più di 15.000. Nel periodo 2003/2004, centinaia di persone scompaiono nel nulla.
Nel Novembre del 2004, 2.500 Anuak vengono uccisi, e migliaia di persone arrestate o deportate. Molte donne subiscono stupri con la minaccia delle armi da parte di soldati dell'esercito, come segnalato in un rapporto dell'Human Rights del 2004. Il Governo, nonostante le denunce, non ha mai aperto alcuna inchiesta, al contrario, come riportato da Amnesty International, lo stesso Governo ha incitato gli Highlander ad intraprendere azioni contro gli Anuak.
Nel 2004 il Segretariato dell'Organizzazione Mondiale Contro la Tortura ed il Genocidio riportava queste parole parlando della situazione di quei mesi in Etiopia: “Nella regione di Gambella sono stati commessi atti di genocidio e crimini contro l'umanità per mano dell'Ethiopian Peopele's Revolutionary Defence Forces".