GAZA
Non possiamo rimanere in silenzio.
Non possiamo evitare di guardare in faccia la realtà.
Anche se neonata e con poche possibilità mediatiche l'Associazione OmbrenelMondo
condanna con forza l'aggressione di Israele nei confronti di tutta la popolazione di Gaza;
niente di lontanamente simile a quello che sta succedendo può essere tollerato da chi si
vuol definire un essere umano; non può essere tollerata una tale risposta da parte di uno
degli eserciti più potenti al mondo e di un Paese che si crede all'avanguardia e democratico,
tanto più considerando che questa è più di una risposta ad una risposta; non può essere tollerato
il principio di superiorità che Israele, e non solo Israele, si attribuisce considerando la sua
popolazione centinaia di volte più importante di quella palestinese.
Cogliamo dunque l'occasione per prendere una posizione decisa non solo su gli eventi degli ultimi giorni ma anche sulla violazione dei diritti umani che, sempre Israele, sta commettendo ai danni sia della popolazione di Gaza sia di quella del West Bank ormai da decenni. Sembra che tutto sia divenuto parte della routine quotidiana del mondo come tante altre tragedie...ma noi, che del mondo siamo il motore, non dobbiamo permetterlo.
Alcuni dei membri di OmbrenelMondo hanno visto con i loro occhi le “celle del carcere israeliano”, e non c'è media migliore dei propri occhi e delle proprie orecchie per comprendere, non tanto i meccanismi politici ed economici che si comprendono con il ragionamento, quanto il dolore di quanti si sentono abbandonati dal mondo intero, umiliati e rinchiusi quando non anche ingiustamente accusati per qualcosa di cui non hanno alcuna colpa e spesso neanche ne comprendono il significato: vittime ignare del volere dei potenti, dai potenti derisi e ingiustamente accusati.
In questo momento Al Jazeera trasmette la notizia che il numero dei morti a Gaza è salito a 363 e i feriti sono oltre 1600: ma questa notizia arriva anche dai nostri mass media; quello che in Italia difficilmente viene sottolineato, come sempre accade quando si parla di Palestina, è quello che si cela dietro questo attacco di Israele, qualcosa che sembra essere più grande del pensiero della gente comune, qualcosa che difficilmente i milioni di persone nel mondo - che sono costrette a sacrificare la propria vita per il lavoro nel tentativo di poter vivere decentemente - non sono messe nelle condizioni di capire...perché troppo concentrate su se stesse come ci suggerisce il modello comune, perché senza tempo se non per riposare, perché ingannate dall'informazione e dalla politica. Questo “qualcosa”, come capita ovunque nel mondo, è l'interesse di pochi a danno di molti.
Passano le immagini di due cadaveri...non avranno più di dieci anni, due bambine; e allora la domanda è doverosa: perché la loro vita vale meno di quella di un uomo israeliano di mezza età o meno della mia vita o di quella di due bambine italiane di neanche dieci anni? Cominciamo a pensare che quelle due bambine siano le figlie dei nostri vicini di casa e che le bombe ci stiano cadendo a pochi metri dai piedi: sì, cominciamo a pensare, perché questa è l'unica soluzione a questa barbarie: noi; noi che viviamo nel mondo ricco abbiamo il dovere morale di darci una mossa quando quello che non vorremmo fosse fatto a noi, viene fatto ad altri.
Finiamola di pensare, come la società ci vuol imporre, esclusivamente a noi stessi: anche se il tempo concessoci è poco e pare impossibile contribuire a un reale cambiamento, le parole “non cambierà mai nulla” non fanno altro che avvalorare questa affermazione; ricordiamo che siamo tanti e, anche se tutti con una propria idea del mondo, la finalità è comune, bisogna solo avere il coraggio di provare a raggiungerla.
GAZA: i vostri pensieri
Massacro di civili a Gaza: per Terre des hommes Italia una gravissima violazione dei diritti umani che esige una posizione decisa
Milano, 30 dicembre350 morti, fra i quali 26 bambini e 30 donne, e circa 1700 feriti caduti sotto le bombe dell'esercito israeliano in meno di tre giorni a Gaza. Facendo le necessarie proporzioni è come se in tre giorni in Italia morissero sotto le bombe 14000 persone e altre 68000 venissero ferite. Un massacro, difficile definire altrimenti ciò che si trova ad affrontare oggi per mano dell'esercito israeliano.
la popolazione palestinese di Gaza, stremata da mesi di assedio e dalla mancanza di viveri, combustibile, medicine e beni di prima necessità. Proprio in questo mese, la comunità internazionale celebra il sessantesimo anniversario della firma, nel 1948, della Dichiarazione Internazionale dei Diritti Umani, il cui articolo 3 garantisce ad ogni individuo il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale.
Questa dichiarazione è stata la base e il testo di riferimento per l'elaborazioni di altri successivi e fondamentali Convenzioni internazionali quali la Convenzione Internazionale per i diritti del fanciullo.
Ma poche sono state le voci, anche all'interno dei paesi promotori di queste convenzioni, che in questi ultimi tre giorni si sono levate a condannare in modo fermo e inequivocabile la carneficina in corso nella striscia di Gaza.
Una carneficina che viene accettata e giustificata da troppi con disumana ipocrisia e indifferenza, in nome del presunto diritto alla difesa dello stato di Israele. Terre des hommes Italia che da 9 anni lavora per la difesa dei diritti dei bambini palestinesi alla vita, alla salute, all'educazione in Cisgiordania, a Gerusalemme e Gaza occupati, è stata testimone degli orrori della violenza e della guerra, della frustrazione e dell'odio crescente che l'oppressione militare di un intero popolo genera e dei danni irrimediabili che essa provoca nei corpi e negli animi di bambini e giovani.
Crediamo che tutto questo debba finire. Che debba venire richiesta e, se necessario, imposta, la fine dei bombardamenti e delle operazioni militari a Gaza. Subito.
E che la comunità internazionale si faccia garante di un processo di pace giusto che porti al riconoscimento dei diritti nazionali legittimi del popolo palestinese. Solo così anche i legittimi diritti dei bambini, delle donne e della popolazione israeliana alla vita e alla sicurezza possono essere garantiti,
ha dichiarato Raffaele K Salinari,
presidente di Terre des hommes Italia.
Cari amici di Onm,
il vostro appello disperato esprime drammaticamente i due piani di questa terribile situazione: la tragedia che sta vivendo, ancora una una volta, il popolo palestinese, da un lato, e, dall'altro.L'apparente, distaccata indifferenza con la quale l'opinione pubblica occidentale assiste alle immagini che le televisioni di tutto il mondo trasmettono nelle nostre case.
Soprattutto quest'ultimo aspetto mi colpisce: tragedie terribili, in fondo, ce ne sono sempre state, ma la assenza di reazione mi pare ancor più grave. E' come se fossimo, ormai, tutti anestetizzati al dolore e alla sofferenza di altri esseri umani.
E qualcuno, alla nostra latitudine, può assistere compiaciuto a tanta indifferenza (sono consapevole che questa non è la parola giusta ma, ora, non ne trovo altre...) e può calcolare con cinica freddezza fin dove spingere provvedimente iniqui che aggravano l'ingiustizia, l'intolleranza e il conflitto.
Con gratitudine
Claudio Bocci
Michele,
....e vero, nn possiamo continuare a nn guardare in faccia una complessa realtà della quale cogliamo solo gli aspetti più evidenti.....e tragici, e per questo, nn mi trovo d'accordo con la linea del tuo articolo, in questo conflitto permanente tra questi due Popoli, che in questi giorni fa tornare indietro i deboli tentativi di avanzamento di un difficile processo di Pace che pare poi nn interessi veramente, ne alle parti in causa, ne i Paesi Europei che continuano a stare in finestra limitandosi a dichiarazioni... che lasciano il tempo che trovano, e intanto si muore.
Una cosa che credo vada evitata, è quella di pensare di poter tagliare con una linea i buoni dai cattivi, chi sta dalla parte del giusto e chi no; magari basandosi sui conteggi delle vittime o sulla superiorità offensiva, quello che innanzitutto, mi è venuto da considerare dietro questa ulteriore tragedia, e che continuano a succedere conflitti ed azioni belliche che coinvolgono civili indifesi, e le diplomazie del mondo stanno a guardare... Nello specifico poi, Hamas nei giorni scorsi quando lanciava i razzi vs le città Israeliane, sapeva che avrebbe provocato una reazione "dura " da parte di Israele che nel suo stile, interviene militarmente per ridurre all'inoffensiva le batterie di lancio, e che di conseguenza, molte vittime civile ci sarebbero state, era prevedibile, ma questa logica valutazione nn è stata considerata, forse perche le frange estremiste di Hamas consideravano utile il massacro di Civili, così da far apparire Israele come il Cattivo da Eliminare ( ...Hamas continua ancora a nn riconosce l'esistenza dello Stato di Israele ) questo forse era il risultato politico che Hamas voleva ottenere, nella logica diabolica del tanto peggio tanto meglio, d'altra parte se continua a ricevere finanziamenti dalla lega Araba e sopratutto dall'Iran, nn è certo per solidarieta'....
Quello che secondo me andrebbe evidenziato, è lo stare a guardare dell' Europa, che nn interviene con azioni concrete e concertate tra i suoi Paesi membri, adoperandosi per forzare le parti a trovare soluzioni di coesistenza, evitando sopratutto, pevenendo sul nascere, inneschi pericolosi che portano come già altre volte a degenerazioni come è avvenuto, e poi commemoriamo i morti...
In questo conflitto senza fine, alimentato dall'odio culturale, dove esistono pesanti responsabilità da ambo le parti, sostenere l'una o l'altra parte.. in modo fazioso, non porta a soluzioni, ma l'una e l'altra parte va condannata quando compie azioni che non danno contributo ad un processo politico, sociale, culturale vs una condizione di convivenza pacifica.
Arturo
Mi dispiace per i massacri, mi dispiace per i bambini, le madre i padri, i nonni uccisi. Dov'è la giustizia in questo mondo? Tutti zitti davanti questa ingiustizia. Gli ebrei stanno facendo la stessa cosa di cui sono sati vittime, lo rifanno senza vergogna. Ormai non si vergogna più nessuno di uccidere. Basta guerre, basta massacri, basta sostenere i forti per 2 soldi. Spero che tutto questo non chiami all'oddio, che i palestinesi sappiano che i popoli sono con loro. Sperando che i governi deciderano un giorno, al più presto di mettere fine a questo orrore.
Ania Gharnaout" è più dignitoso morire sotto le bombe provando a difendere la propria dignità che di fame sotto l'embargo totale"
PietroVorrei esprimere decine di impressioni e sentimenti in questi giorni di
festa in cui la guerra ci è entrata in casa, improvvisamente e con grande
dolore.
Rischierei però di scivolare nel banale e nel già detto.
Vorrei perciò condividere con voi questo breve trafiletto comparso su
Repubblica il 2 Gennaio a firma di Michele Serra.
A mio avviso Serra sintetizza perfettamente quanto sta avvenendo a Gaza in
questi giorni.
Ancora una volta il più forte soffoca il più debole senza che dalle nostre
tipide case venga fatto nulla per impedirlo, senza che ci vengano dati gli
strumenti per comprendere in modo critico cosa stia succedendo a Gaza, senza
che, in fondo, ce ne importi un granchè...E mentre pensiamo di non essere
coinvolti in questa tragedia, lo siamo fino al collo in questo mondo globale in
cui i confini sono, ormai, solo sulla carta.
Fonte: La Repubblica — 02 gennaio 2009 pagina 24
Quattro morti israeliani, quattrocento palestinesi. Il rapporto è di uno a cento. E' più o meno la stessa sproporzione che fanno registrare tutti i conflitti tra paesi ad alta tecnologia e paesi poveri. Come Usa-Iraq. O come Occidente-Afghanistan. Non è necessario ricorrere a uno sforzo intellettuale sovrumano per capire quanto pesi, questa ripartizione così iniqua dei rischi della guerra, nell' odio anti-occidentale che alimenta, tra le altre cose, un terrorismo ormai quasi di massa. Noi crediamo che il peso che si dà alla morte, in molti paesi e in molte culture, sia poca cosa. Ma è un pregiudizio, e anche un alibi. Morire e veder morire non piace a nessuno, né sentirsi esposti alla morte in misura maggiore rispetto ai paesi ricchi, e agli eserciti ricchi, aiuta a vivere meglio e ragionare meglio. Sentirsi inferiori, meno forti, meno protetti, genera frustrazione e genera odio: i palestinesi sanno fare di conto, e conoscono perfettamente il significato di quel quattrocento contro quattro. Significa - appunto - che questa è una guerra di ricchi contro poveri. E se i ricchi, almeno in questo caso, hanno le loro ottime ragioni da mettere in campo, l' odio crescente dei poveri non è un buon viatico per il futuro: che è la sola cosa che israeliani e palestinesi, ricchi e poveri, hanno in comune.
Michele Serra
"(...) I media italiani in questi giorni hanno purtroppo mascherato una folle e
premeditata aggressione - e soprattutto l'insopportabile contesto di un assedio
da parte di Israele che per mesi ha ridotto alla fame un milione e mezzo di persone -
scegliendo accuratamente alcuni termini ed evitandone altri.
La maggior parte dei quotidiani e telegiornali hanno affermato che "è stato Hamas
a rompere la tregua". Invece il 19 dicembre è semplicemente scaduta una tregua
della durata concordata di sei mesi. L'accordo comprendeva: Il cessate-il-fuoco,
la sua estensione nel giro di qualche mese alla Cisgiordania e la fine del blocco di Gaza.
Questi impegni non sono stati rispettati da Israele (25 palestinesi uccisi solo dalla firma
dell'accordo) e quindi Hamas non l'ha rinnovato. Ancor più precisamente, già ai primi
di novembre, Israele aveva rotto la tregua con una serie di attacchi a Gaza uccidendo altri 6 palestinesi.
Aiutiamoci allora a valutare criticamente le analisi spesso falsate dei media
per dare maggior forza ad altre voci diventate grida: Solo poche ore fa, proprio
a Gaza, il Patriarca di Gerusalemme celebrava la Messa di Natale riprendendo il
suo Messaggio natalizio: "Siamo stanchi. La pace è un diritto per tutti.
Siamo in apprensione per l'ingiusta chiusura imposta a Gaza e a centinaia di
migliaia di innocenti. Siamo riconoscenti a tutti gli uomini di buona volontà
che non risparmiano sforzi per spezzare questo blocco."
La strada intrapresa invece, lastricata di sangue e macerie, condurrà la gente
qualsiasi al macello.
E i suoi capi alla sconfitta.
In primo luogo alla sconfitta umana."
Pax Christi Italia
Gaza. Ai politici italiani
Domenica 04 Gennaio 2009 00:55
Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia
di
persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro
persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti
di polizia.
Ma dove è finita la nostra umanità. Dove sono i Veltroni, con i
loro "I care", come si può tacere o difendere la politica di aggressione
israeliana.
La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti, pagano
il prezzo dell´incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad
Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politicale
coloniale.
Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una minaccia contro la
popolazione civile israeliana, azioni illegali, da condannare. Bisogna
fermarli. Ma basta con l´impunità di Israele e dei ricatti dei loro
gruppi dirigenti. Dal 1967 Israele occupa militarmente i territori
palestinesi, una occupazione brutale e coloniale.
Furto di terra,
demolizione di case, check point dove i palestinesi vengono trattati con
disprezzo, picchiati, umiliati, colonie che crescono a dismisura portando
via terra, acqua, distruggendo coltivazioni. Migliaia di prigionieri
politici, ai quali sono impedite anche le visite dei familiari.
Ma voi dirigenti politici, avete mai visto la disperazione di un contadino
palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un buldozzer
glielo porta via e dei soldati che lo pestano con il fucile per farglielo
lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il
cordone ombelicale con un sasso perché soldati israeliani al check point
non gli permettono di passare per andare all´ospedale, o Um Kamel, cacciata
dalla sua casa, acquistata con sacrifici perché fanatici ebrei non
sopravissuti all´olocausto ma arrivati da Brooklin, pensando che quella
terra e quindi quella casa sia loro per diritto divino, sono entrati di
forza e l´hanno occupata perché vogliono costruire in quel quartiere arabo
di Gerusalemme un'altra colonia ebraica.
Avete mai visto i bambini dei
villaggi circostanti Tuwani a sud di Hebron che per andare a scuola devono
camminare più di un ora e mezza perché nella strada diretta dal loro
villaggio alla scuola si trova un insediamento e i coloni picchiano ed
aggrediscono i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro
tanche d´acqua o le loro pecore avvelenate da fanatici coloni, o la città
di Hebron ridotta a fantasma perché nel centro storico difesi da più di mille
soldati 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a
chiudere più di 870 negozi.
Avete visto il muro che taglia strade e quartieri che toglie terre ai
villaggi che divide palestinesi da Palestinesi, che annette territorio
fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte
Internazionale di giustizia. Avete visto al valico di Eretz i malati di
cancro rimandati indietro per questioni di sicureza, negli ultimi 19 mesi
sono 283 le persone morte per mancanze di cure, avrebbero dovuto essere
ricoverate negli ospedali all´estero, ma non sono stati fatti passare
malgrado medici israeliani del gruppo Phisician for Human rights
garantissero per loro. Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle
notte gelide di Gaza perché non c´è riscaldamento, non c´è luce, o i
bambini nati prematuri nell´ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono
vivere e bastano trenta minuti senza elettricità perché muoiano.
Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi
spezzati. Certo anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è
diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove
andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di
cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto
per dire no, ma anche le proporzioni contano dal 2002 ad oggi per lanci di
razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a
Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte migliaia e migliaia di case ed
uccise più di tre mila persone tra loro centinaia di bambini che non
tiravano razzi.
Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere
israeliane, voi dirigenti politici avete tutti manifestato indignazione,
avete urlato la vostra condanna. Ne avete tutto il diritto. Io non brucio
bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il
diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini,
con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della
Palestina decisa dalla Nazioni Unite del 1947.
Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e
sentirvi urlare il dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta
arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto
internazionale e umanitario. Avrei voluto sentirvi dire ai governanti
israeliani: Cessate il fuoco, cessate l´assedio a Gaza, fermate la
costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l´ occupazione
militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo
è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie
contro Israele.
Ieri lo dicevano migliaia di israeliani a Tel Aviv, ci rifiutamo di essere
nemici, basta con l´occupazione.
Dio mio in che mondo terribile viviamo.
Luisa Morgantini (Vice Presidente del Parlamento Europeo)