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Diniego di accesso a Gaza a delegazione umanitaria italiana
Care amiche, cari amici, ricevo questo messaggio dal collega Dott. Raffaele,
a capo di una delegazione di medici e che voleva portare solidarietà umana alla
popolazione di Gaza, martoriata, prigioniera e sotto assedio brutale e disumano.
La delegazione ha mandato a chiedere a tutti di scrivere, di denunciare il
comportamento dei governanti israeliani che violano le leggi internazionali,
limitando la libertà dei movimenti delle persone.
Cordiali saluti.
Dr. Yousef Salman
Delegato della Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia
In data 27 aprile 2009, una delegazione umanitaria costituente la Missione: "Gaza: ricostruire la speranza. Progetti per un’economia di Pace", organizzata congiuntamente da un coordinamento formato da ONG Crocevia e Re.Co.Sol. , composta da un chirurgo, un medico oftalmologo, un giornalista, difensori dei diritti umani e rappresentanti delle Municipalità italiane si è vista negare l’ingresso nella Striscia di Gaza al valico di Erez. La motivazione del diniego è stata che…. Il permesso veniva negato.
EstroinGulu '09 - Via al progetto
Kampala, Uganda - 6 febbraio 2009
Michele Trotter e Pisana Cersosimo
Siamo partiti dall'aeroporto di Fiumicino alle 13:00 di martedì 3 febbraio, come sempre pieni di bagagli, anche se il grosso del carico è composto da materiali che serviranno per i due progetti che prenderanno il via a breve. Una parte dei materiali andranno direttamente a Moroto, in Karamoja, dove serviranno all'insegnante Federico Moro e ai ragazzi del gruppo che prenderanno parte allo stage di giocoleria e di circo inserito nel progetto EstroinMoroto '09; il resto del materiale, macchine fotografiche che ci sono state donate da "Zone d'Ombre" e dall'associazione "Altre Vie", saranno utilizzate dai ragazzi del progetto di Gulu che, oltre a proseguire con l'insegnante Mirko Corradini - rappresentante del partner italiano "Estroteatro" - il progetto di teatro iniziato l'anno scorso, avranno anche l'occasione di seguire un breve stage di fotografia con il coordinatore del progetto e fotografo Michele Trotter.
Il primo dei due progetti 2009 partirà il 9 Febbraio a Gulu, nel nord dell'Uganda. Questo sarà preceduto da una serie di incontri sia con il nuovo partner locale Asanti Africans Performers, sia con i beneficiari. Il gruppo di partecipanti sarà composto da 18 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 15 e i 20 anni: buona parte di questi giovani sono gli stessi dell'anno 2008 ai quali si affiancheranno alcuni nuovi membri selezionati dal partner locale. I ragazzi avranno anche l'occasione di seguire uno stage di musica con insegnanti locali e potranno visionare filmati di teatro occidentale con l'aiuto dell'insegnante di teatro che approfondirà con loro similitudini e differenze in rapporto a quello locale.
Da ultimo, ma non per importanza, vi saranno degli incontri aperti ai quali parteciperanno i beneficiari e che saranno tenuti dal sociologo Corrado Consoli; attraverso questi incontri mirati si cercherà di instaurare un dialogo con i partecipanti su tematiche di interesse per il mondo giovanile in nord Uganda, dove spesso entrano in contatto e in contrasto la cultura locale e quella occidentale. Il progetto terminerà con la realizzazione di uno spettacolo che verrà messo in scena nei distretti di Gulu e Kitgum a metà marzo. Il primo finanziamento al progetto verrà dato dall'organizzazione non governativa "Insieme Si Può" che sosterrà gli spostamenti in loco per i partecipanti.
Due settimane dopo l'inizio dello stage di Gulu comincerà anche lo stage di teatro, giocoleria e circo a Moroto in Karamoja - prima fase del progetto EstroinMoroto - che sarà condotto da Federico Moro e Pisana Cersosimo, la quale si occuperà anche della parte organizzativa in collaborazione con Michele Trotter che, con il videomaker Franco Consales, coprirà entrambi i progetti. Questo perché, come lo scorso anno e nell'ottica dei progetti, è intenzione di OmbrenelMondo realizzare un documentario atto a raccontare il lavoro svolto in Uganda e la situazione nella quale vivono le popolazioni Acholi e Karimojong.
Lo svolgimento della prima fase del progetto EstroinGulu '09 potrà essere seguito direttamente sul blog dell'associazione all'indirizzo
http://ombrenelmondo.blogspot.com/CRONACHE AFRICANE - n° 5
di Eleonora Grandi
Aber Hospial, 26 November 2008
Più diventano i chilometri percorsi, più il cammino mi sembra facile. Gli acquazzoni hanno smesso di scuotere i vetri la notte, le foglie si sono liberate del verde brillante, si sono ricoperte del tono dell’ocra e, senza dare preavviso, hanno preso a cadere dagli alberi dando inizio a una bizzarra quanto straordinaria estate autunnale. Perché fa caldo, tanto caldo. La colonnina di mercurio segna spesso i 40 gradi e avresti sempre voglia di bere. Acqua, acqua, quella che adesso, fino a febbraio, non scenderà più dal cielo. Ma l’Uganda è un paese fortunato: la polvere le riempirà la bocca, le otturerà i polmoni, le tingerà di rosso i capelli solo per pochi mesi e con i granai di chi la terra la possiede pingui del raccolto della stagione precedente. La siccità che affama si ferma al di là dei confini della nazione.
Qui se l’uomo ha fame è per mano del suo simile, non è la natura a volerlo punire. Ma questa è una storia di guerra, di una guerra che ho già raccontato e che forse racconterò ancora, ma non qui, non adesso. Adesso che è quasi Natale e che è venuto il momento di tornare, adesso che mi guardo indietro e mi dico che sì, arrivare quaggiù è stato fin troppo semplice, è stata una discesa morbida, è stato un atterraggio comodo. Ingiustamente comodo. Perché è bastato dirlo una volta che “vado in Africa”, che vado in Africa per l’uomo e non per il leone, è bastata una sola volta per ricevere l’applauso, per sentirsi dire brava, hai coraggio, hai del fegato, e che io al tuo posto non lo farei. Che servono persone come te, laggiù.
CRONACHE AFRICANE - n° 4
di Eleonora Grandi
Aber Hospital, 19 Ottobre 2008
Ho imparato a conoscere l’ospedale di Aber in queste due ultime settimane. Tre bambine mi hanno forzata a rompere l’indugio e a entrare nei suoi reparti. Chirurgia per una, maternità per le altre due. Finora ero sempre riuscita a tenermi alla larga dagli ospedali, nonostante la malattia cronica dell’Africa, nonostante i tanti progetti che agiscono sul corpo dell’africano, e i tanti medici mandati qui, i tanti farmaci distribuiti, le tante cliniche riabilitate. La malattia l’ho conosciuta, e anche bene, ma la sono andata a visitare a casa come un paziente curato di campagna.
In questi giorni, invece, le piccole grandi storie che incontriamo nel nostro lavoro quotidiano mi hanno fatto indossare il camice bianco. “Good morning doctor!”, perchè a un bianco in Africa un “doctor” non lo si nega mai. “Good morning to you! But I’m not a doctor…”. Comunque. Ho conosciuto la prima delle “mie” tre piccole pazienti due lunedì fa. Tornavo a casa con i social workers dopo una giornata trascorsa ad Anyeke, il capoluogo del distretto di Oyam, in cui si era tenuto un corso di formazione sulla violenza di genere rivolto alle autorità locali.
CRONACHE AFRICANE - n° 3
di Eleonora Grandi
27 Settembre 2008
Per il secondo weekend consecutivo trascorso a Gulu sono stata alla ricerca di qualcuno che probabilmente nemmeno esiste ma che io stessa contribuirò con queste parole e con le altre che verranno a costruire. Identità fugaci, ma non per questo indefinite. Qui come altrove, a Gulu come a casa. Giornate spese per dare la caccia ai “giovani” di Gulu, per una ricerca extra, condotta al di fuori del mio distretto di Oyam, al di fuori del progetto contro la violenza sessuale e di genere di cui mi sto occupando. I giovani li ho trovati, nelle storie particolari e preziose delle persone che ho incontrato in questi giorni.
Ognuno mi ha raccontato un pezzo di storia, la sua, che nel momento stesso in cui prendevo per vera, veniva smentita da quella che l’avrebbe seguita, senza per questo farle perdere il suo valore e la sua verità. Tutte queste storie fanno la storia. Gli occhi di questi ragazzi non arrivano a vedere lontano. Hanno visto troppo e ne sono rimasti accecati. Sono sguardi statici, che come quelli di tutti i ragazzi si rivolgono automaticamente all’altrove, al lontano, quando chiedi loro di pensare al futuro, ma che non si riescono a spingere più oltre dell’ultima capanna a cui l’occhio può arrivare.
CRONACHE AFRICANE - n° 2
di Eleonora Grandi
6 Settembre 2008
Si profila un weekend lungo qui ad Atapara, nel distretto di Oyam: lunedì scorso, all’età di 82 anni, è scomparso Wako Muloki, il Kyabazinga (il re) dei Busoga, il gruppo etnico che popola la zona di Jinja, cittadina situata alle sorgenti del fiume Nilo nel sud del Paese. Il presidente Museveni ha indetto i funerali di Stato. Le celebrazioni si terranno lunedì nella capitale del regno dei Busoga, Jinja per l’appunto.
Lunedì l’ufficio resta chiuso, tutti i dipendenti a casa, anche se la scomparsa del Kyabazinga, emotivamente, non tocca per nulla questa gente di etnia Langi. Di un possibile giorno di vacanza si era già sparsa la voce, la notizia del lutto nazionale era comparsa due giorni fa in un trafiletto sulla prima pagina del Daily Monitor. Nell’ufficio abbiamo appeso un avviso di conferma per lo staff: tra il logo di COOPI e quello dell’Unione europea, annunciamo la scomparsa del re dei Busoga. Buffo.
CRONACHE AFRICANE - n° 1
di Eleonora Grandi
4 luglio 2008
Non è che subito ci abbiamo dato molto peso. Una specie di elicotterino ci era entrato in casa mentre stavamo cenando ascoltando i Coldplay e stavamo considerando il fatto che mai, in Italia, avremmo ammesso di trovare nello stesso piatto fagiolini, spaghetti in bianco, polpettine e un avanzo di tonno. Il povero animaletto si muoveva come un ossesso sbattacchiando contro le pareti illumninate le pesanti ali, inferendo colpi dolorosi al grasso copricino. A un certo punto ci siamo impietosite, oltre che innervosite. Abbiamo deciso di mettere fine alla sua esistenza. Con un colpo secco di suola sul pavimento di linoleum. Passano due minuti di silenzio. Ci mettiamo a decidere il film da guardare dopo. Improvvisamente rumore di altri elicotterini. Pensiamo siano le compagne venute a rivendicare il cadavere della defunta appena assassinata. Cinque, sei, dieci elicotteri. Immaginando che siano attratte dalla luce in casa, decidiamo di spegnere tutto e di uscire per chiudere meglio le finestre che si sigillano solo dall'esterno.
I vent’anni di guerra dei ventenni di Gulu
Profilo dei giovani acholi del Nord Uganda
Eleonora Grandi
Introduzione
Monica ha 16 anni e aveva ottimi voti a scuola, dove era la leader del gruppo di teatro. Il suo sogno era quello di studiare, prendere un diploma in materie artistiche e un giorno organizzare il saggio finale come insegnante per quelli che sarebbero diventati i suoi studenti. Poi Monica è rimasta incinta, come sia successo non se lo spiega neppure lei, e ha dovuto smettere di andare a scuola: ha perso la borsa di studio che riceveva da una ONG (Organizzazione Non Governativa) locale per via di questo “fuori programma” senza che a casa ci fossero le risorse sufficienti per farla proseguire.
Oggi Monica ha un bambino di pochi mesi e ancora il suo sogno, che però non crede riuscirà più a realizzare. Se avesse un po’ di soldi li investirebbe in semi, coltiverebbe degli ortaggi e li venderebbe al mercato per mantenere la sua piccola famiglia ma anche per comprare nuovi costumi per il gruppo di teatro di cui, nel villaggio, continua a essere leader...
Nord Uganda - INCONTRO CON GLI EX BAMBINI SOLDATO DI AWACH
Negli scorsi giorni è arrivata una mail da Jimmy Onen, direttore del nostro partner locale a Gulu (Uganda). Lo scritto tratta della vita delle migliaia di giovani che hanno subito la guerra in nord Uganda. E' raro poter leggere dei pezzi come questo dove tutto viene descritto come è accaduto....buona lettura.
I was invited yesterday at Awach IDP Camp where I spent most of my time being it was Ugandan Independent day. I enjoy a lot with friends there where I interacted with them and I had to put down some stories which I collected from them about HOW LIVE IN INTERNALLY DISPLACED PEOPLE’S CAMP (I.D.P.)
They told me that before the people came into Internally Displaced People’s camp, live were not so easy by the people in the villages because these people (Lords Resistance Army) LRA they were been killing very many people. Whenever they find you need to be killed straight away or if not then they capture you and go with in the bush whereby you have to carry heavy load and move with it to a very far distance say 200 kilometer above in a day without any rest as well as leaving without eating anything also and when you say you are tired then they will asked you if you want some rest, so if your response is yes then they say that you have to be given some rest and that is non other than ordering for death on to you. They just kill you straight away. So by doing that they said they have given rest.
Rd Congo: i ribelli conquistano altre città
Migliaia di sfollati non sanno dove e come sfuggire agli scontri tra i ribelli di Nkunda e le forze governative appoggiate ora anche dai Mayi-Mayi. Domani si apre a Nairobi un vertice straordinario tra Onu, Unione Africana e leader della regione dei grandi laghi.
Fonte: nigrizia.it
Altre città del Nord Kivu, in Repubblica Democratica del Congo, sono controllate dai ribelli del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo, guidato da Laurent Nkunda. La città di Nyanzale, a circa 150 chilometri a nord della città di Goma, è stata presa oggi dai ribelli, mentre continuano gli scontri con le truppe dell’esercito regolare. Il cessate il fuoco, proclamato lo scorso 29 ottobre a pochi chilometri da Goma è stato rotto pochi giorni fa, con la ripresa delle sparatorie nella zona di Rutshuru.
Una zona che i ribelli di Nkunda sembrano voler controllare interamente, villaggio dopo villaggio. Intanto le milizie di autodifesa ‘Mayi-Mayi’, vicine al governo di Kinshasa, starebbero combattendo contro i ribelli filorwandesi di Nkunda nella città di Kiwanja, oramai controllata dai ribelli. Quest'oggi proprio a Kiwanja i miliziani filogovernativi Mayi-Mayi hanno rapito un giornalista belga e il suo assistente.
CAOS a GOMA
Kinshasa continua ad accusare il Rwanda di armare i ribelli
Fonte: nigrizia.it
I ribelli di Nkunda sono alle porte della città, capoluogo del Nord Kivu, in Repubblica democratica del Congo, che è ormai senza difese. Sempre più drammatica la crisi umanitaria: sono oltre 250 mila gli sfollati in fuga dai combattimenti.
Da ieri Goma ha un nuovo padrone: il caos. I ribelli del generale Laurent Nkunda (Congresso nazionale), dopo l’avanzata degli ultimi giorni sono alle porte del capoluogo del Nord Kivu che appare ormai senza difese. Le agenzie locali parlano di una città fuori controllo con l’esercito congolese allo sbando e i militari della Monuc incapaci di arrestare l’offensiva del CNDP.
Proprio alcuni soldati dell’esercito sarebbero tra i responsabili delle violenze della scorsa notte che hanno causato, secondo quanto riferito dall’Onu, almeno nove morti. Fin da ieri sera uomini armati, approfittando del buio e del caos generale, si sono infatti dati a furti e saccheggi, alimentando il panico tra i civili.
Intanto in migliaia continuano a scappare cercando rifugio nel vicino Rwanda o lungo la strada che porta a Bukavu, capoluogo del Sud Kivu. Tra loro anche molti sfollati che già vivevano nei campi allestiti alla periferia della città e nelle colline del Rutshuru, città caduta nei giorni scorsi nelle mani dei ribelli.

OMBRENELMONDO aderisce e sostiene la manifestazione dell'8 luglio a Roma (Piazza Navona, ore 18) contro le leggi canaglia. Tuttavia l'Associazione non intende personalizzare l'evento. Pur non avendo appartenenza politica di alcun genere come Associazione, OMBRENELMONDO aderisce, sostiene, partecipa, diffonde le iniziative e gli eventi, provenienti dalla società civile, da partiti politici, da organizzazioni, da singoli cittadini, in Italia ed all'estero, che mettono in risalto la difesa dei principi etici che accomunano, o dovrebbero farlo, la convivenza tra esseri umani ed il loro rapporto con il potere costituito e non, i diritti sanciti dai trattati internazionali che tutelano le persone ed in particolare i più deboli e vulnerabili, sempre confrontandosi con la realtà nella quale tali principi e diritti vengono violati.
A tale proposito, la manifestazione che si svolgerà l'8 luglio a Roma, per il suo carattere, sarà sostenuta anche da noi. La manifestazione si pone come scopo quello di porre freno alle leggi con le quali si sta tentando in Italia di distruggere il principio sancito nella Costituzione Italiana “la legge è uguale per tutti” attraverso l'immunità per quattro delle cinque cariche più alte dello Stato (Presidentedella Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidente della Camera,Presidente del Senato), la valenza della magistratura attraverso il provvedimento sulle intercettazioni e attraverso i continui attacchi farciti di gravissime prese di posizioni nei confronti di chi svolge un ruolo fondamentale nei Paesi che vogliono essere definiti democratici, lo stato di diritto attraverso il blocco dei processi ed il diritto di cronaca e ad un'informazione libera e pluralista vietando la pubblicazione di qualunque notizia sulle indagini a riguardo dei processi.
Per comprendere le motivazioni di un'azione contro la norma “blocca processi” e contro l'immunità per quattro alte cariche dello Stato vi invitiamo a leggere l'appello sottoscritto da cento costituzionalisti, nel quale esprimono 'insuperabili perplessità di legittimità costituzionale' sull'emendamento blocca-processi e sul lodo Alfano sull'immunità temporanea per le alte cariche dello Stato e chiedono di aderire al loro appello 'in difesa della Costituzione'.
Etiopia - Allarme carestia: le cause sono la siccità e il rialzo dei prezzi (Peacereporter, 26/06/2008)
In Etiopia è allarme carestia. La siccità e l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari sono le principali cause. La direttrice dell'Unicef Hilde Johnsson lo ha comunicato oggi in conferenza stampa a Ginevra: "La situazione è molto pesante, ma non siamo ancora ai livelli del 2003". Cinque anni fa la carestia era stata provocata da siccità e inondazioni e più di dodici mila persone erano ricorse agli aiuti alimentari. Secondo la Johnsson, che è appena stata in visita in Etiopia, 4,6 milioni di persone soffrono di malnutrizione. Per prevenire la carestia l'Unicef ha bisogno di 49,2 milioni di dollari e per ora ne ha raccolti solo 5,6.
Africa - Drastico calo delle piogge, 9 mln a rischio fame (Alice/Apcom, 25/06/2008)
Le piogge cadute in gran parte dell'Africa orientale tra marzo e maggio 2008 sono inferiori del 50% rispetto alla quantità normale prevista durante la stagione delle piogge, influendo negativamente sulla sicurezza alimentare dell'intera regione. Lo riferisce l'agenzia Misna citando il Famine Early Warning System Network, sistema internazionale di allerta sulle precipitazioni. Tra le regioni maggiormente colpite figurano Gibuti, la Somalia (con esclusione della regione settentrionale di Bari), l'Etiopia meridionale e le principali aree agricole nelle regioni di Amhara e Tigrè in Etiopia settentrionale. A rischio anche gran parte della provincia della Rift Valley e di quella Orientale in Kenya, oltre alla regione nordorientale di Karamoja in Uganda. "Gli effetti dei conflitti, spostamenti, bassa produzione agricola e aumento dei prezzi dei generi alimentari - è scritto nella nota - sono stati ingigantiti dalla scarsità delle piogge tra marzo e maggio". Sarebbero circa nove milioni le persone che nella zona interessata avranno bisogno di immediata assistenza umanitaria nei prossimi tre mesi: 4,6 milioni in Etiopia, 2,6 in Somalia, 1,2 in Kenya, 300mila in Karamoja e 130mila a Gibuti. Ma, avvisa l'organizzazione, la quantità di popolazione colpita da insicurezza alimentare può aumentare ulteriormente, "a causa degli effetti della scarsità delle piogge che potranno persistere con l'inizio della stagione secca nell'area". (Alice/Apcom, 25/06/2008)Uganda'08 Moroto
Nelle prossime tre settimane sarà possibile seguire, attraverso il sito di OMBRENELMONDO, lo svolgimento del progetto attraverso gli aggiornamenti che arriveranno direttamente dall'Uganda. L'intero progetto è consultabile scegliendo PROGETTI nel menù di sinistra e cliccando su Uganda'08 Moroto.
Chi volesse sostenere il progetto può farlo attraverso il conto corrente:
- N° 000000064466
- Paese IT
- Check Digit 69
- CIN X
- ABI 08279
- CAB 35680
- Intestato a:
Associazione Culturale Ombre nel Mondo
- Presso:
Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi
- Causale:
Donazione a sostegno del progetto EstroinMoroto
FOTO: ESTROinMOROTO'08
Gulu – Uganda, 13 marzo 2008
Prosegue il progetto di Cooperazione allo Sviluppo e Scambio Culturale ESTROINGULU '08 iniziato dieci giorni fa a Gulu in nord Uganda. Il gruppo di ragazzi e ragazze si sta impegnando particolarmente e le previsioni in tal senso sono molto buone.
La conclusione del progetto è prevista per il giorno 31 marzo a differenza di quanto preventivato (5 aprile). Tale decisione è stata presa causa l'aumento dei costi relativi all'accomodation del gruppo di partecipanti di cui daremo specifiche nella relazione finale. E' stato così deciso di utilizzare l'ultimo fine-settimana per gli spettacoli riducendo i tempi tra uno spettacolo e l'altro:
le date saranno le seguenti:
28 marzo: AMURU29 marzo: OPIT
30 marzo: LIRA
L'Associazione OMBRENELMONDO per il giorno domenica 30 marzo invita a collegarsi al blog http://ombrenelmondo.blogspot.com per seguire ora per ora la giornata e lo spettacolo finale del progetto EstroinGulu '08 e per dare sostegno all'iniziativa; per ogni collegamento effettuato l'Associazione verserà un euro a favore del progetto 2009.
Dal diario di viaggio di Gabriele – Terza puntata
Lunedì 24.02.2008, Moroto - Karamoja, Uganda - h 21:00
Sveglia di Pisana alle 08:00. Colazione. Appello. Riscaldamento delle articolazioni. Con noi è presente anche John: testa, spalle, polsi, gomiti, bacino, ginocchia, caviglia destra e sinistra e John scalda la stampella sinistra! John mi insegna l'apice dell'autoironia! Camminata neutra, cambio di direzione 90 e 180 gradi, incontro e sguardo, incontro e darsi la mano, descrizione ad occhi chiusi del compagno, riconoscimento del compagno ad occhi chiusi toccando il naso.
Alle 11:00 pausa thè e biscotti, ripasso dei nomi degli allievi e prima lezione di Karimojong di Sisto, il ragazzo più grande del gruppo (20anni). Alle 11:30 so contare fino a dieci: epei, nyerei, nyiuni, ngomun, nyikan, ngikankapei, ngikankare, ngikankauni, ngikankomun, ngttomon! Per una settimana comunque il nove lo pronumcio kankaron!!
Pranzo: pasta ai finocchi, tonno e fagioli misti, pomodori e ananas. Nella seconda seduta di lezione pomeridiana fa molto caldo e i ragazzi tardano ad arrivare. Improvviso un balletto Muzungu (uomo bianco) su di una base di Van Allen, poi Joe Cocker, Robin Williams. La vicina scuola femminile assiste divertita e i bimbi scappano non appena faccio loro cenno di inseguirli inventandomi il verso del Muzungu!
Alla chetichella giungono i ragazzi uno alla volta o due a due! "Free dancing" e riscaldamento a terra con i Van Allen. Lavoriamo sugli animali, inizialmente faticano a capire, ma dopo aver visto me nei panni di una scimmia e di un leone presi singolarmente agiscono: Lokiru si trasforma in una scimmia, Lok Wang in un camaleonte da 10 e lode, Alisia in una farfalla, anche se a far la rana è uguale. Mattew e Calisto fanno un'anatra e una rana non particolari, sono infatti più grandi, alti e rigidi dei precedenti. Teko è un serpente pericoloso anche perché, scheletrico com'è, più che strisciare perfettamente non può fare! Thomas fa il cane. Ottimo lavoro da parte dei ragazzi. Tutti a casa dopo il saluto cinese e il saluto locale pugno contro pugno.
Prima di rientrare al centro vengo fermato da un gruppo di ragazzi intenti a giocare a volley, mi coinvolgono in una partita con una rete alta due metri e sessanta, rimango solo cinque minuti perché stanco dal lavoro e dal caldo. Cartellino personale: un ace, un punto in attacco e un errore punto [bilancio +1].
Doccia e cena: minestra di riso con piselli, peperoni ripieni e finocchi gratinati, tegoline e pomodori in insalata e ananas. Al tavolo è presente anche un nuovo, simpatico e sorridente commensale, Patrik il veterinario locale (l'uomo che sussurrava ai bovini)! Prima di andare a dormire accompagno Prospero e Angela fuori a spegnere il generatore centrale a gasolio. Dietro quella struttura in sassi grezzi, ieri i guardiani hanno trovato e ucciso un pericoloso serpente e subito mi tornano alla mente gli occhi di Teko!
Fetta di torta, lavaggio denti e letto...
Ejoka!! gabriele
Venerdì 22.02.2008, Moroto - Karamoja, Uganda - h 21:00
La seconda settimana di lavoro è trascorsa abbastanza bene, l'organizzazione che ci ha accolto, è particolarmente efficiente e i due giovani locali che ci hanno assegnato Betty e Steven, sono bravi e non perdono tempo. Ci aiutano con i ragazzi del gruppo teatrale per quanto riguarda le traduzioni e per tutto ciò che concerne la ricerca delle locations per le prove aperte, i rapporti con la municipalità locale e per i permessi o le autorizzazioni necessarie.
I giovani ci hanno molto sorpreso in quanto generalmente non hanno una grande costanza in quello che intraprendono; hanno invece smentito questa nostra paura: sono interessati, motivati e pieni di creatività. In più, dopo i primi due giorni di studio reciproco, ora si fidano di noi e osano di più.
Addirittura Gabriele ieri gli ha fatto fare il gioco della candela, ossia occhi chiusi seduti in circolo con una candela accesa, prendeva la mano di uno di loro e la passava vicino la fiamma (senza ovviamente farli bruciare)...l'hanno fatto tutti senza problema con grande fiducia.
Michele negli ultimi giorni ha visitato tre diversi villaggi dove ha effettuato riprese e fatto interviste ad una ventina di persone in merito alle loro condizioni di vita.
Domani anche io e Gabriele avremo la possibilità di andare a visitare uno di questi villaggi, l'Acholi Inn, che ha molto colpito Michele per le condizioni particolarmente disastrate e per la diffusa malnutrizione degli abitanti, in particolar modo dei vecchi e dei bambini e per le diffuse malattie.
Quest'anno poi la Karamoja è stata battuta dalle inondazioni che hanno distrutto villaggi, campi, portato via bestiame e ucciso parecchi Karimojong; lungo le strade di frequente si incontrano cumuli di pietre, le loro tombe.
Per oggi è tutto.
A presto.
Dal diario di viaggio di Gabriele - seconda puntata
Lunedì 18.02.2008, Moroto - Karamoja, Uganda - h 21:00
Sveglia di Pisana alle 10:00. Seconda sveglia di Michele alle 10:01. Doccia e caffè. Guidato da Pisana visito il centro e mi stupisco quando scopro e osservo la presenza di un campo da tennis, un campo di basket, volley, sala giochi con calcetti e ping pong e un campo da calcio da 11 vs 11!
Conosciamo Robinson che si presenta a noi madido di sudore sulla fronte per il lavoro svolto in tutta la mattinata; scambiamo due chiacchere e va per riprendere il suo lavoro. Siamo nella sala gioci un enorme capannone e ad un certo punto ci viene incontro il sorriso di un "lebbroso" che cammina con l'ausilio di una gruccia di legno, infatti la malattia gli ha mangiato per metà la gamba sinistra. Le mani di John, lo zoppo, portano i segni del passaggio della malattia, specialmente la destra! Provo una sensazione di disagio nell'ascoltare il malandato e quando va via provo quasi una liberazione per i miei occhi! John il Don Cirillo di Moroto!
Pranzo: pasta, frittata, verdure e ananas! Riunione operativa con Michele e Pisana sul programma delle prime lezioni che ho previsto. Nel tardo pomeriggio Roberto, il responsabile delle attività ricreative, ci accompagna nella sala cinema, un altro capannone allestito con una serie di panche in metallo rosso e azzurro scolorito. La sala è dotata anche di stereo e video proiettore.
Da li a poco arrivano anche Stephen e Betty, gli assistenti/traduttori locali; entrambe sono molto ben vestiti, Stephen addirittura in camicia bianca, gemelli in finto argento, pantaloni ben stirati, calze nere lunghe e scarpe marron lucide. Sembra un damerino da matrimonio! Spieghiamo loro il progetto.
Da li a poco arrivano i ragazzi... un'entrata inaspettata da parte mia e di Michele! In religioso silenzio e compito ordine entrano a coppie di due e si siedono a metà della salla, sul lato sinistro. Gli occhi scuri di un fondo di sclerotica bianchissima sono adrenalina pura! I primi scambi di occhiate di studio, giochi di occhi rapidissimi e furtivi da parte di tutti, sia io sia loro! Raduniamo i bambini e formiamo un primordiale ed imcompleto cerchio. Regalo sorrisi tranquillizzanti a tutti, mentre Michele spiega loro il progetto con l'ausilio di Betty (i bambini, infatti, parlano e comprendono solo la lingua Karimojon). Affido a Stephen un mio CD e finita la spiegazione, facciamo alzare in piedi i ragazzi e dico a Stephen di far partire la numero sette (Play seven!). il CD non parte, i ragazzi mi guardano straniti... secondi interminabili... il tempo sembra rallentare... fino a fermarsi... fino all'anelato fischio di Jovannotti con il suo Ombelico del mondo... che come d'incanto mette il sorriso ai ragazzi che mi osservano muovermi in maniera dinocolata come un pazzo... alla traduzione di Betty, al mio urlo "Free Dancing" i bambini come burattini iniziano a ballare... tutti in gruppo... io cerco di dividerli... di farli muovere... di coivolgerli tutti... che cosa grande e potente sono la musica ed il ballo!! Attraversando il gruppo e sfiorando le loro schiene un odore intenso e acre colpisce le mie narici. Tre minuti intensi si concludono con un fragoroso applauso da parte di un nugolo di spettatori richiamati dalla musica... denti bianchissimi su bocche nere mi fanno pensare che il primo passo è stato giusto!
Cerchio! Seduti! Presentazione! Cerco di essere il più sintetico ed essenziale nel mio povero inglese, sempre tradotto da Betty ai ragazzi. A ruota i nomi dei miei primi futuri allievi attori karimojon: Lokiru, Lokwang, Taddeo Amolin, Alichi Alisia, Koriang, Josep Meri, Teko Mark... noto un ragazzo che appena guardo mi sorride, ed è lo stesso ragazzo che per primo mi ha regalato un sorriso anche prima del ballo! Lokiru Mak, Lower John, Lokure Mattew... il ragazzo mi sorride nuovamente prima di pronunciare il suo nome Loru Kalisto! Arturo Carlo, Loumo Emanuel, Nangiro Thomas e Kerisa Paul!!! Mi colpisce la canotta di un arancio sbiadito di Thomas, praticamente un filo interdentale che gli copre solo metà del petto.
Gioco pallina, gioco dello sceriffo (finale Lokuru vs Alisia con finale thiller a sorpresa), saluto cinese!
Fa molto caldo, acqua e meritata doccia fredda...
Lunedì 11.02.2008, Moroto - Uganda, h. 20:30
Arrivato Gabriele, oggi ha preso il via ufficialmente il progetto ESTROINMOROTO '08!!!
Il primo incontro con i partecipanti si è svolto nel pomeriggio presso il centro
dell'ONG Cooperazione e Sviluppo. Prima dell'inizio dell'appuntamento con i ragazzi
abbiamo conosciuto Steven e Betty che si sono occupati di contattare i partecipanti
e che nel corso delle prossime tre settimane ci affiancheranno nel lavoro per quanto
riguarda le traduzioni dall'inglese alla lingua locale (Karimojong) ed allo stesso
tempo potranno acquisire nozioni teatrali utili per il loro ruolo di educatori.
Il gruppo si compone di tre femmine e undici maschi provenienti dalla municipalità di Moroto. Il primo impatto è stato positivo; Gabriele ha cercato di coinvolgerli immediatamente facendoli ballare e proponendoli una serie di giochi di propedeutica teatrale. Domani si parte a pieno regime dalla mattina per cinque ore di lezione divise in due tranche.
Dal diario di viaggio di Gabriele - prima puntata
Lunedì 10.02.2008, Kampala - Uganda, h. 20:30
Sveglia di Pisana alle 10:30; seconda sveglia di Michele alle 11:00. Doccia e colazione/pranzo a base di una buona e italiana pasta fredda al tonno, pomodoro e formaggio.
Salutiamo Giorgio e sua moglie di Asiago che ci hanno ospitati come base d'appoggio e saliamo in macchina, alla guida Salomon, un autista dall'età indecifrabile e taciturno.
Dopo 70 litri di benzina usciamo dalla città di Kampala attraversand un quartiere dove la strada è contronata da shop, mucche dalle lunghe corna e tanta gente, uomini, donne e bambini; al nostro passaggio i bambini gridano "Muzungu"!!! Uomo bianco!!!
La gente è ben vestita... di bianco, di verde... di blu... mille colori! Le case non sono case bensì catapecchie... ma la gente è ben vestita e pulita! Respiro un'aria di un popolo in salute e sorridente!!! La strada è asfaltata e addirittura noto,canali di scolo laterali, spartitraffico centrale, sette gard-rail laterali, delle strisce pedonali in un villaggio di periferia composto da capanne di paglia!
La vegetazione è equatoriale nella foresta di Mabira! Non passano cento metri che non vediamo una persona! Tutti si girano e notano il nostro passaggio... Mi sento una star! I bambini continuano a gridare " Muzungu"! Uomo Bianco!
Sosta a Soroty... io e Salomon mangiamo una merenda pomeridiana a base di coscia di pollo in salsa di pomodoro, riso e poscho, il pane ugandese!
Noto uno stacco... la latrina della "locanda" è posta a fianco di una sala buia e gremita di gente di fronte ad un moderno televisore che trasmette la partita di calcio Manchester vs Tottenham.
Riprendiamo il viaggio lungo una strada sterrata. Viaggiamo veloci e sicuri sopra una lingua lunghissima di terra battuta che ricorda quella dei nostri campi da tennis.
Il colore che contraddistingue l'Uganda è il rosso della sua terra.
Facciamo altri 36 litri di benzina in quanto Salomon domani deve rientrare a Kampala e perchè sappiamo che più a Nord andiamo più la benzina scarseggia!
Polvere, buche,pecore,vacche,ciuchi,bambini,uomini e donne mi scorrono davanti in un territorio non ostile ma sorridente!
La vegetazione si dirada e la polvere aumenta fino al calare del sole... un sole africano alterno a piogge fuori stagione anche se siamo poco sopra l'equatore!
Ore 20:30 obiettivo Moroto raggiunto!
Sabato 09.02.2008, Kampala – Uganda, h. 12:47
"Mancano solo due giorni all'avvio del progetto “EstroinMoroto 07”, il primo dei
due che si svolgeranno in Uganda nei prossimi due mesi.
A Moroto, in Karamoja, è tutto pronto, ora aspettiamo solo l'insegnante di Estroteatro,
Gabriele Zanon, che arriverà domani mattina alle 3:45 ora locale (1:45 in Italia).
Lunedì pomeriggio prenderà il via il progetto con il primo incontro con i 12
partecipanti, ragazzi e ragazze tra i 14 ed i 18 anni che non hanno la possibilità
di frequentare la scuola e che quindi sono stati scelti per partecipare alle tre
settimane di workshop teatrale previste dal progetto. Le lezioni si terranno dal
lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17. Per il giorno 29 febbraio
è previsto lo spettacolo finale che segnerà la conclusione dello stage e
coinvolgerà la comunità di Moroto".
Giovedì 7.02.2008, Kampala – Uganda, h. 12:31
"Siamo arrivati in quel di Kampala. Tutto bene, tempo fresco e con numerose nuvole
minaccianti pioggia e chissà forse anche neve.
La città l'abbiamo trovata un pò cambiata. Sembra più ordinata e tranquilla,
meno macchine e meno caos per strada , prezzi aumentati e benzina non vi dico quanto".
Martedi 5.02.2008, Roma, h. 15:00
Sono partiti per L'Uganda il ns presidente M. Trotter e la
collaboratrice P. Cersosimo, scopo del soggiorno sarà quello di coordinare
la realizzaziione di due progetti consistenti nell' organizzare due stage di
propedeutica teatrale, rivolti a due gruppi di giovani locali rispettivamente a
Moroto e Gulu; i corsi si svolgeranno tra Febbraio e Marzo; a nome degli amici
e dei soci dell'Associazione, tanti Auguri per un proficuo lavoro.
Michele e Pisana compatibilmente con le difficoltà tecniche dei luoghi,
di tanto in tanto ci racconteranno come pocede l'attività
