ESTROinGULU
PROGETTO “ESTRO FOR AFRICA” DELLA SCUOLA TEATRALE ESTROTEATRO DI TRENTO
(Progetto Pilota)
Luogo di esecuzione: Gulu - Uganda.
Organismi di esecuzione: Scuola teatrale “Estroteatro” di Trento (Italy) in collaborazione con ONG Comboni Samaritans – Gulu (Uganda).
Beneficiari: I soggetti ai quali è rivolto il progetto sono un gruppo di ragazzi che vivono in una situazione di particolare difficoltà sia sociale che economica come quella dei campi profughi. Verranno individuati 12 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni.
Costo del progetto: 2500,00 euro.
Durata del progetto: Tre settimane dal 20 Marzo al 09 Aprile 2007.
I. - Contesto e giustificazione del progetto
Le realtà africane spesso ci vengono proposte come fine a se stesse, lontane
da noi e senza via di fuga; ancor più spesso però queste realtà vengono oscurate
agli occhi del popolo occidentale dalla notizia costruita per distogliere lo
sguardo dalle vere problematiche del tempo in cui viviamo.
Guardandole più da vicino ci accorgiamo che, le realtà del continente africano,
fanno parte di una storia che in un modo o nell’altro si intreccia con la nostra,
che, i popoli africani, non hanno solo da imparare ma anche molto da insegnare
a noi occidentali, che inoltre, malgrado decenni di colonialismo e
neo-colonialismo, sono ancora moltissime le persone che credono in un futuro
migliore, di cambiamento e in un’emancipazione dell’Africa.
D’altra parte non si può negare che vi siano anche forze che remano contro questo
processo di sviluppo e di crescita; per contrastarle c’è quindi bisogno della
collaborazione propositiva di tutti.
A tale proposito Estroteatro intende dare il proprio contributo; naturalmente
non può che essere inserito nell’ambito artistico, da che il teatro, ma non solo:
infatti il lavoro d’insegnamento e la tematica dello spettacolo finale fondano
le proprie radici nel tessuto sociale e culturale dei beneficiari del progetto;
in questo modo non solo si porterà a conoscenza di ragazzi africani il teatro
dal punto di vista artistico ma lo si farà conoscere anche e soprattutto come
mezzo di comunicazione e di espressione, ovvero, Estroteatro intende mettere
nelle mani dei partecipanti uno strumento che possa aiutare loro stessi a
comunicare con quanti vivono nelle medesime condizioni e portare a conoscenza
di tali realtà anche il pubblico occidentale. Anche a tale proposito a fine
progetto verrà realizzato un video sull'andamento del progetto stesso.
Il video sarà parte integrante della documentazione che verrà presentata in
allegato ad un progetto di più ampia portata da far partire nella medesima località
dal 2008 e che avrà come fine l'avvio di una scuola gestita da personale locale
che possa autofinanziarsi e che possa dare un'alternativa a quanti/e non vedo
altro futuro che quello della strada.
“Solo loro possono produrre il cambiamento ma noi abbiamo il dovere di fornire
gli strumenti per attuare tale cambiamento.”
II. - Obiettivi del progetto
L’obiettivo del progetto pilota si rifà innanzitutto a quello più ampio che verrà presentato entro in 15 Ottobre c.a., ovvero all’importanza di creare un’alternativa alle condizioni di vita in cui vivono abitualmente i/le ragazzi/e coinvolti/e nel progetto stesso: far loro comprendere che la loro vita può cambiare e che loro devono impegnarsi per attuare questo cambiamento, che, anche se nati in Africa, non sono inferiori a nessuno, ma possono fare di questo un’arma in più per superare le difficoltà; inoltre renderli consapevoli della possibilità di un futuro migliore per il loro popolo e dare loro la possibilità di prendere parte attivamente a questo processo di cambiamento attraverso la divulgazione delle loro condizioni di vita, delle loro problematiche e dei loro sogni. Altresì le tre settimane del progetto dovranno servire da sondaggio sulle possibilità, sulle difficoltà e sull'ambiente nel quale avrà luogo il progetto 2008.
III . - Personale e responsabilità
L'organizzazione del progetto è seguita da Estroteatro nella figura di Michele Trotter e dalla collaboratrice esterna Pisana Cersosimo; lo svolgimento del progetto è tenuto dal direttore artistico di Estroteatro, Mirko Corradini; sono inoltre stati individuati due operatori locali facenti parte dell'ONG Comboni Samaritans che si occuperanno rispettivamente dell'organizzazione e della logistica assieme agli organizzatori italiani e della comunicazione tra i ragazzi e l'insegnante.
IV. - Strategia di esecuzione del progetto
4.1 – Preparazione del progetto in locoLa preparazione del progetto pilota nella zona prescelta consiste soprattutto nell’individuazione dei ragazzi ai quali sarà rivolto lo stesso e del luogo in cui verrà condotto; questo sarà compito del partner locale. L'arrivo del personale italiano sarà comunicato per tempo all'ambasciata d'Italia a Kampala.
4.2 - Svolgimento del progettoIl progetto consiste in due parti; innanzitutto la parte relazionale e pratica che consisterà nello stabilire un rapporto di fiducia con i partecipanti e nel lavorare con loro alla preparazione di un breve spettacolo attraverso esercizi singoli, a coppie, di gruppo che aiuteranno i partecipanti ad esprimersi con maggior facilità e allo stesso modo a relazionarsi tra di loro. La seconda parte del progetto consisterà, in quanto pilota, nell'acquisizione della maggior quantità di informazioni possibili riguardanti sia l'ambiente nel quale si opera, sia le persone con le quali ci si deve relazionare, sia la cultura e gli usi e costumi locali, nonché le problematiche in cui versano i partecipanti al progetto; questo in previsione di una continuazione dello stesso con tempistiche e con obbiettivi differenti dal presente. Al termine del progetto verrà messo in scena un breve spettacolo all'interno di un campo profughi o in una struttura da individuare all'interno della municipalità di Gulu.
4.3 - DurataIl progetto avrà una durata di 14 giorni su un totale di 19; ogni giorno (dal lunedì al venerdì) i ragazzi trascorreranno dalle 5 alle 8 ore con l'insegnante italiano ed i suoi collaboratori. Sabato 7 Aprile si terrà lo spettacolo finale.
4.4 - Lingua
Le lezioni e lo spettacolo si terranno in inglese o, grazie ad un traduttore, in lingua locale. La decisione dipenderà dai soggetti prescelti dal partner locale.
4.5 - Strutture
La struttura verrà individuata dal partner locale all'interno del campo profughi nel quale si svolgerà il progetto.
V. - Risultati attendibili e parametri indicativi.
La riuscita deve essere intesa in primo luogo sotto il profilo dell’aggregazione del gruppo, del superamento delle difficoltà a relazionarsi con i compagni, della consapevolezza del progetto al quale si sta prendendo parte e dell’importanza e del senso del teatro. In secondo luogo, ma di eguale importanza, si dovrà tenere conto dell'impatto sulla comunità locale, dell'accettazione da parte della stessa di un progetto di questo tipo e delle relazioni che si verranno a creare con gli italiani.
VII. - Budget
| Trasporti aerei: - volo a/r Roma - Nairobi via Doha (Quatar Airline) | 650,00€ |
|---|---|
| - volo a/r Milano - Entebbe via Bruxelles, Nairobi (Brussells Airline) | 750,00€ |
| Trasporti interni: - Entebbe – Kampala – Gulu a/r (2pax) | 100,00€ |
| Vitto e alloggio c/o Comboni Sisters (Gulu) 20 notti x 2pax | 600,00€ |
| Trasporti con jeep da Gulu a campo profughi | 100,00€ |
| Spese per materiali spettacolo | 150,00€ |
| Spese extra | 100,00€ |
| TOTALE spese | 2.500,00€ |
VII. – Varie
7.1 – Trasporti aerei.Per trasporti aerei si intende il volo dall’Italia per l'insegnante Mirko Corradini e per l'organizzatore italiano Michele Trotter. I voli sono differenti; Corradini partirà da Milano con scali a Bruxelles e Nairobi ed arrivo a Kampala (Entebbe); Trotter partirà da Roma con scalo a Doha ed arrivo a Nairobi; questa differenza è dovuta al fatto che Trotter scenderà prima di Corradini per la preparazione del progetto.
7.2 – Trasporti interni.Gli spostamenti nelle zone circostanti quella designata per il progetto per approvvigionamenti e spese varie, verranno effettuati con i mezzi dell’organizzazione con cui si collabora. Il trasferimento da Kampala a Gulu e ritorno verrà effettuato con i taxi collettivi locali.
Relazione conclusiva del Progetto
“EstroinGulu '07”
PROGETTO “ESTRO FOR AFRICA” DELLA SCUOLA TEATRALE ESTROTEATRO DI TRENTO
(Progetto Pilota)
Introduzione:
Il progetto “EstroinGulu '07”nasce nel corso dell'anno 2006 all'interno e attorno all'Associazione Culturale – Teatrale Estroteatro di Trento.
L'obiettivo principale del progetto è quello di creare un’alternativa alle condizioni di vita per un gruppo di ragazzi/e dei campi profughi nel distretto di Gulu, in nord Uganda e di sondare le possibilità di attuazione di un progetto di portata più ampia.
Il progetto è stato implementato dall'Associazione Culturale – Teatrale Estroteatro di Trento e dall'ONG ugandese Comboni Samaritans ed ha avuto luogo nel suddetto distretto, dal 22 Marzo al 7 Aprile 2007.
Il progetto pilota è stato supportato finanziariamente dall'Assessorato alla Solidarietà Internazionale della Provincia di Trento; si è concluso con successo ed ha espresso il consenso di entrambe le parti (Estroteatro e Comboni Samaritans) di proseguire la collaborazione con la presentazione di un progetto di più ampio respiro per l'anno 2008 e con la sensibilizzazione all'interno della comunità trentina sulla situazione in nord Uganda e sul lavoro intrapreso.
Il contesto del nord Uganda:
Il nord Uganda, così come viene generalmente definito comprende i distretti del centro-nord del paese, ovvero Gulu, Kitgum, Pader e Lira. Questo territorio per 20 anni è stato teatro di quella che viene chiamata “guerra del nord Uganda”
Solo lo scorso Settembre il capo dei ribelli LRA (Lord Resistence Army), che ha combattuto l'attuale governo dalla fine degli anni ottanta ad oggi, ha accettato di sedersi al tavolo delle trattative e di negoziare la pace con il governo ugandese. Allo stato attuale le trattative che si stanno svolgendo a Juba, in sud Sudan, sono in una situazione di stallo.
Mentre a Juba si discute nei distretti del nord si pensa, dopo anni di vita nei campi profughi, ad un ritorno alle terre d'origine. Infatti dai primi anni novanta ad oggi la quasi totalità della popolazione del nord Uganda (circa due milioni di persone) ha vissuto in campi profughi che raggruppano dalle poche centinaia alle 50.000 persone l'uno.
Dallo scorso Settembre sono sempre più le famiglie che tentano, con o senza risultato, di tornare ad una vita “normale” riappropriandosi delle terre abbandonate e cominciando nuovamente a coltivarle. La situazione che si verrà a creare vedrà ancora una volta i giovani a dover affrontare un nuovo cambiamento senza chiare prospettive di futuro, dopo che proprio la fascia 8 – 18 anni è stata la più colpita dalle atrocità commesse dall'esercito dell'LRA.
La popolazione del nord Uganda infatti è composta per più del 50% da giovani al di sotto dei 15 anni; questi hanno vissuto buona parte della loro vita, quando non interamente, all'interno del campo profughi e per loro non esiste altra vita che quella del campo; hanno avuto accesso quasi unicamente alla scuola primaria e pochi hanno avuto la possibilità di imparare una professione che gli potrà permettere di reinserirsi a pieno titolo nella società.
Formulazione ed implementazione del progetto:
La formulazione del Progetto Pilota “EstroinGulu '07 prevedeva il raggiungimento dei seguenti obiettivi: un primo passo verso la creazione di un’alternativa alle condizioni di vita in cui vivono abitualmente i/le ragazzi/e coinvolti/e nel progetto stesso (obiettivo raggiungibile con la prosecuzione del progetto ma che all'interno del progetto pilota poneva le sue basi di attuazione); sondaggio sulle possibilità, sulle difficoltà e sull'ambiente nel quale avrà luogo il progetto 2008.
I soggetti ai quali è stato rivolto il progetto sono un gruppo di ragazzi e ragazze (13 in totale) che vivono in una situazione di particolare difficoltà sia sociale che economica come quella dei campi profughi. L'età dei/delle partecipanti menzionata nel progetto era compresa tra i 14 e i 18 anni; età che è stata innalzata tra i 15 ed i 25 su indicazione del partner locale.
La riuscita del progetto era da intendersi in primo luogo sotto il profilo dell’aggregazione del gruppo, del superamento delle difficoltà a relazionarsi con i compagni, della consapevolezza del progetto al quale si avrebbe preso parte e dell’importanza e del senso del teatro. In secondo luogo, ma di eguale importanza, sotto il profilo dell'impatto di tale progetto sulla comunità locale, dell'accettazione da parte della stessa della presenza e del tipo di lavoro degli internazionali e delle relazioni che si sarebbero venute a creare tra i locali (organizzatori, partecipanti e comunità) e gli italiani.
Svolgimento del progetto:
La preparazione del progetto pilota nella zona prescelta è stata effettuata dal partner locale nelle settimane antecedenti l'arrivo degli internazionali e nei giorni 22 e 23 Marzo dal Coordinatore del progetto Trotter Michele e dalla collaboratrice esterna Cersosimo Pisana. Tale lavoro è consistito soprattutto nell’individuazione dei ragazzi e delle ragazze ai/alle quali è stato rivolto il progetto, e del luogo nel quale è stato condotto.
Le lezioni sono iniziate lunedì 26 Marzo e sono proseguite fino a sabato 7 Aprile, giorno in cui i/le partecipanti hanno messo in scena uno spettacolo preparato durante il corso stesso. Il lavoro svolto dal Direttore Artistico di Estroteatro Mirko Corradini, coadiuvato da Cersosimo Pisana e Trotter Michele è consistito in due parti; innanzitutto la parte relazionale e pratica, ovvero stabilire un rapporto di fiducia con i partecipanti e lavorare con loro alla preparazione di un breve spettacolo attraverso esercizi singoli, a coppie, di gruppo che hanno aiutato i partecipanti ad esprimersi con maggior facilità e allo stesso tempo a relazionarsi tra di loro.
Questo lavoro ha dato modo ai/alle partecipanti di avvicinarsi ad un teatro a loro sconosciuto e di imparare nuove tecniche di espressione e comunicazione. Per lo spettacolo finale sono state utilizzate le tecniche apprese adattate per l'occasione a 6 testi scritti dai /dalle ragazzi/e. I testi, riguardanti alcune delle problematiche più sentite tra i giovani del distretto di Gulu (AIDS, guerra, rapporti famigliari, incidenza delle tradizioni locali sulla vita della gente, rapporto uomo/donna) sono stati i tasselli di uno spettacolo della durata di 45 minuti (parte in lingua locale, parte in inglese) che si è svolto all'interno del campo profughi di Onyama ed ha visto la presenza di più di mille persone.
La seconda parte del progetto è consistita, in quanto pilota, nell'acquisizione della maggior quantità di informazioni possibili riguardanti sia l'ambiente nel quale si è operato, sia le persone con le quali ci si è dovuti relazionare, sia la cultura e gli usi e costumi locali, nonché le problematiche in cui versano i partecipanti al progetto; questo in previsione di una continuazione dello stesso con tempistiche e con obbiettivi differenti dal presente.
Risorse umane impiegate:
Hanno contribuito alla realizzazione del progetto in loco quattro persone provenienti dall'Italia, tre delle quali già menzionate nel progetto (due nel budget).
- Michele Trotter: Coordinatore. Si è occupato dell'organizzazione del progetto,
dei contatti con il partner locale, della supervisione del progetto in loco,
della logistica e della documentazione video/fotografica.
- Mirko Corradini: Direttore Artistico. Ha tenuto il corso di teatro ed
ha ideato lo spettacolo finale.
- Pisana Cersosimo: Insegnante/traduttrice. Ha supportato Corradini
nell'insegnamento e si è occupata delle traduzioni italiano/inglese per la
comunicazione con i/le partecipanti.
- Arturo DeMarzi: Tecnico. Ha fornito sostegno tecnico per l'allestimento
della scena e per le riprese video.
L'assistenza dall'Italia durante lo svolgimento del progetto è stata coordinata da Silvia Durini di Estroteatro.